Salumi nostrani, ok dell'Ue per l'etichettatura “Made in Italy”: “esulta” il prosciutto Veneto Dop

In Veneto si concentra il 7% della produzione nazionale pari ad un valore di 200 milioni di fatturato dato da 70mila capi destinati a prosciutti Dop e allevati da oltre 300 imprenditori suinicoli

Salami, mortadella, prosciutti e insaccati italiani saranno etichettati Made in Italy: l’Unione Europea ha dato l’ok alla procedura per smascherare l’inganno della carne straniera spacciata per nostrana. 

Prosciutto di Montagnana

Afferma Massimo Bressan, presidente di Coldiretti Padova: «Finalmente una buona notizia per il nostro prosciutto Veneto Berico Euganeo a marchio Dop, un'eccellenza che ha il suo fulcro nel montagnanese e nell'area pedecollinare circostante, e che merita di essere difesa da prodotti anonimi e di dubbia provenienza. Da anni Coldiretti sta conducendo la battaglia per l'etichettatura obbligatoria di tutti i prodotti agroalimentari e oggi registriamo un ulteriore passo avanti, del quale beneficeranno anche gli allevatori padovani». Come spiega Coldiretti in Veneto si concentra il 7% della produzione nazionale pari ad un valore di 200 milioni di fatturato dato da 70mila capi destinati a prosciutti Dop e allevati da oltre 300 imprenditori suinicoli. Nel 2019 Veneto Agricoltura ha certificato una produzione di 136mila tonnellate di carne di maiale con una flessione del 2% sulla quantità e un calo di fatturato del 4%. Padova è la terza provincia, dopo Verona e Treviso, per produzione con 23mila tonnellate e un fatturato di oltre 33 milioni di euro. Riguardo al prodotto a marchio Dop, il prosciutto Veneto Berico Euganeo, prodotto anche nel Montagnanese, ha certificato come conformi 130mila cosce. «Per questo - aggiunge Coldiretti  -  il provvedimento è strategico e fortemente voluto da Coldiretti dopo la scadenza del cosiddetto termine di “stand still”, il periodo di “quarantena” di 90 giorni dalla notifica entro il quale la Commissione avrebbe potuto fare opposizione allo schema di decreto nazionale interministeriale (Politiche Agricole, Sviluppo Economico e Salute) che introduce l’indicazione obbligatoria della provenienza per le carni suine trasformate».

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Trasparenza

Una novità importante per garantire trasparenza nelle scelte ai 35 milioni di italiani che almeno una volta a settimana portano in tavola salumi ma anche per sostenere i 5mila allevamenti nazionali di maiali messi in ginocchio dalla pandemia e dalla concorrenza sleale, per salvare il prestigioso settore della norcineria che in Italia, dalla stalla alla distribuzione, vale 20 miliardi di euro. Secondo un’analisi Coldiretti dall’inizio dell’emergenza sanitaria le quotazioni dei maiali tricolori si quasi dimezzate e scese a poco più di un euro al chilo, mettendo a rischio le imprese e, con esse, la prestigiosa norcineria Made in Italy a partire dai 12,5 milioni di prosciutti a denominazione di origine (Dop) Parma e San Daniele prodotti in Italia. A preoccupare è l’invasione delle cosce dall’estero per una quantità media di 56 milioni di “pezzi” che ogni anno si riversano nel nostro Paese per ottenere prosciutti da spacciare come Made in Italy. Si stima, infatti, che tre prosciutti su quattro venduti in Italia siano in realtà ottenuti da carni straniere senza che questo sia stato fino ad ora esplicitato in etichetta.

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