Un "Falco" per abbattere le polveri sottili: arriva da Borgoricco la nuova macchina "sparanebbia”

Nebulizza finissime goccioline d’acqua "sparate" a 70 atmosfere di pressione nell’ambiente tramite 30 speciali ugelli posti in un grande ventilatore: a produrla è Idrobase Group

Si chiamano macchine “sparanebbia” e “lavano” l’aria, abbattendone gli inquinanti: attorno a questa “mission” produttiva è cresciuto nel padovano un distretto “made in Italy” per la sanificazione ambientale. E ad esserne capofila è la padovana Idrobase Group srl, “multinazionale tascabile” a capitale italiano, che riesce a segnare importanti performance di fatturato con positive ricadute occupazionali, nonostante la congiuntura internazionale e le difficoltà di un mercato globalizzato: + 45% nel 2019, + 9% stimato nel 2020, +12% preventivato nel 2021.  

"Falco"

Grazie alle professionalità presenti nel territorio limitrofo, l’azienda di Borgoricco ha ora progettato e realizzato una macchina, totalmente prodotta in Italia, per l’abbattimento di micropolveri ed odori. Si chiama “Falco”, nebulizza finissime goccioline d’acqua “sparate” a 70 atmosfere di pressione nell’ambiente, tramite 30 speciali ugelli posti in un grande ventilatore e ha una gittata di una trentina di metri con un “brandeggiamento” (oscillazione) a 340°; a permetterlo è l’applicazione di una tecnologia di derivazione militare, che prevede l’assenza di organi meccanici e la rotazione su magneti, controllata elettronicamente, triplicando la vita del prodotto e riducendo le necessità di manutenzione dell’80%. Non solo: le minute goccioline d’acqua (12 micron) abbattono le polveri sottili (PM2.5, PM10), che sono dannose per la salute ma anche, secondo alcuni scienziati, concausa nella diffusione del Covid: additivando l’acqua da nebulizzare con prodotti a base limone ed ioni d’argento si favorisce l’eliminazione dei virus presenti nell’aria e sulle superfici.

Foto Falco-2

Idrobase

Sottolinea Bruno Ferrarese, contitolare di Idrobase: «Siamo un'azienda medio-piccola ed è soprattutto a questo target, di cui conosciamo le problematiche, che ci vogliamo ora rivolgere, auspicando che anche in Italia, cresca la cultura di una maggiore compatibilità ambientale negli standard produttivi, indispensabile per contribuire a raggiungere gli obbiettivi di sostenibilità che il Paese si pone». “Falco” può essere fisso o “carrellato” e, con opportune miscelazioni, l’acqua nebulizzata evita anche il diffondersi di cattivi odori attraverso l’abbattimento delle molecole sgradite. Spiega Bruno Gazzignato, contitolare e progettista: «Oltre agli accorgimenti tecnici, la novità che vogliamo sottolineare è l’eccellente professionalità, presente nelle aziende del territorio, sia metalmeccaniche che elettriche; grazie a queste collaborazioni siamo in grado di produrre una macchina tutta italiana: dalla produzione del cono ventilante al quadro di gestione del sistema software, tramite tecnologia touch screen». Aggiunge ancora Ferrarese: «È un processo imprenditoriale, di cui andare orgogliosi; la pandemia sta evidenziando l’errore di avere trascurato, per anni, l’eccellenza manifatturiera  italiana, per altro riconosciuta nel mondo. Noi siamo un’azienda che, pur avendo unità produttive anche all’estero, è grata a questo territorio, di cui esporta da sempre la qualità. La nuova macchina nebulizzante Falco ne è il più recente esempio; contiamo di produrne alcune migliaia di esemplari sia per il mercato italiano che estero, soprattutto in Cina, dove siamo presenti da tempo e dove è grande l’impegno per ridurre l’enorme tasso d’inquinamento»

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