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GUERRA IN UCRAINA

Farmaci e forniture sanitarie pronte a partire dal Veneto verso l'Ucraina

«Il cuore grande dei veneti batte forte e l’accoglienza non manca: ci sono anche le donne e gli uomini della Protezione civile pronti a tendere le mani e a fornire assistenza e soccorso» ha detto il presidente Zaia

Farmaci, ma anche dispositivi e attrezzature sanitarie sono pronti a partire domani, venerdì 4 marzo, verso la sede della Protezione civile nazionale per fornire assistenza in terra Ucraina. L’Unione Europea ha richiesto al Veneto, come alle altre regioni, una ricognizione delle forniture sanitarie che, per la Regione del Veneto è stata effettuata dal Dipartimento regionale Suem, guidato dal Paolo Rosi, che ha agito da raccordo tra direzione regionale della farmaceutica ed Azienda zero. 

Farmaci e attrezzature sanitarie

«I veneti, lo si può toccare con mano – ha dichiarato il presidente della Regione, Luca Zaia – sono per natura generosi. C’è chi, ad esempio, tra i cittadini è anche pronto a mettere a disposizione la propria seconda casa e c’è chi sta già contattando la Protezione civile regionale al numero verde 800 99 0009 che è stato messo a disposizione per chi desidera mettersi a disposizione per un’eventuale accoglienza/assistenza in Veneto. Il cuore grande dei veneti batte forte e l’accoglienza non manca: ci sono anche le donne e gli uomini della Protezione civile pronti a tendere le mani e a fornire assistenza e soccorso». Gianpaolo Bottacin, assessore regionale alla Protezione civile ha aggiunto: «È stato preparato un elenco puntuale e corposo che va dai farmaci alle siringhe e alle pompe volumetriche per infusione, fino ad attrezzature portatili di monitoraggio e ambulanze. Materiale sanitario che si rivelerà utilissimo per l’emergenza in Ucraina dove, in questo momento, non si avvertono ancora spiragli per una risoluzione di questa tragedia umana in tempi brevi. Parliamo di una situazione in Ucraina davvero drammatica – ha aggiunto l’assessore - lì c’è un popolo che continua ad essere aggredito, un popolo dove soccombono i più deboli, tra anziani e bambini; qualcuno riesce a scappare e a trovare anche rifugio da noi in Veneto o in altre regioni italiane dove si riaccende la speranza nel futuro». 

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