Vacanze brevi e più "naturali" che culturali: la statistica nazionale che interessa il Padovano

Patrizio Bertin commenta i dati dell'indagine: «In questo senso i nostri Colli e, con essi, l’area termale potrebbero essere in qualche misura lambiti da questa maggiore propensione alla vacanza "salutistica", che potrebbe ben combinarsi con una scoperta dell’enogastronomia locale»

Un dato positivo c’è, ma rischia di essere l’unico: a maggio sale dal 19% al 48% - rispetto ad aprile - la quota di italiani che pensa di andare in vacanza tra giugno e agosto. Un anno fa, però, questo dato era del 70%: a svelarlo è un'indagine Swg - Confturismo - Confcommercio, svoltasi nei giorni scorsi a livello nazionale e che conferma che i viaggi saranno brevi, anzi brevissimi, massimo tre giorni e che un italiano su cinque pensa che non farà vacanze quest’anno.

Vacanze

Commenta Patrizio Bertin, presidente di Ascom Padova e Confcommercio Veneto: «L’indagine è importante perché ci dice come potrà essere questa difficile estate del 2020 caratterizzata da una parsimonia in parte dovuta alla scarsità di mezzi, ma in parte dovuta anche ad una doppia prudenza: per il contagio e perché, non sapendo bene cosa ci attenderà a settembre, si preferisce risparmiare». Calata nella realtà padovana, la ricerca, che vede peraltro il mare scendere dal 61% del 2019 ad una quota per la prima volta sotto la soglia psicologica della metà dei “facenti vacanza” (49%), assegna alle città d’arte (dunque anche a Padova) un limitato 17% delle preferenze degli intervistati, vale a dire ben 9 punti sotto la rilevazione di maggio dello scorso anno. Di più: solo il 15% degli intervistati visiterà musei, monumenti e mostre in vacanza, contro il 37% dello scorso anno. A tal proposito aggiunge Bertin: «Dirlo fa male, ma è molto probabile che questa che ci apprestiamo a vivere non possa essere ricordata come l’estate del turismo culturale». E meno turisti nelle città significano meno camere occupate negli alberghi ma anche meno occasioni di shopping: «È tutto l’indotto che subirà contraccolpi, e l’indagine conferma che solo il 5% degli intervistati, contro un robusto 20% dell’anno scorso, dichiara che tra gli obiettivi della propria vacanza ci sia anche la voglia di fare acquisti».

Colli e terme

Va meglio la montagna che, probabilmente per gli spazi aperti e meno affollati, dunque più sicuri, vede salire il proprio appeal dal 18% del maggio 2019 al 23% del maggio 2020. Commenta Bertin in merito: «In questo senso i nostri Colli e, con essi, l’area termale potrebbero essere in qualche misura lambiti da questa maggiore propensione alla vacanza “salutistica” che potrebbe ben combinarsi con una scoperta dell’enogastronomia locale». Resta però la sostanza di una contrazione marcata del turismo considerato il “tipo” di vacanza che gli italiani dichiarano di volere fare quest’estate: sono 35 su 100 infatti quelli che dichiarano che comunque faranno viaggi brevi, con 2 o 3 pernottamenti al massimo, restando nelle vicinanze di casa. A pensarla così, a maggio 2019, erano solo il 14%, ovvero meno della metà. Conclude Bertin: «A voler essere ottimisti potrebbero essere proprio questi turisti “domestici” che, se Padova ed il suo territorio sapranno proporre qualcosa di interessante, potrebbero invertire la tendenza».

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