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Coldiretti per la gestione della fauna selvatica

Anche gli agricoltori padovani hanno manifestato a Venezia insieme a 23 sindaci della provincia, solidali con gli imprenditori costretti a subire l’impatto dei cinghiali e degli altri animali selvatici sulla propria attività e sull’ambiente

Coldiretti Padova accoglie favorevolmente il tavolo di coordinamento regionale per la gestione della fauna selvatica che permetterà di rendere operativi i piani di controllo. Un’attività sollecitata dagli stessi agricoltori di Coldiretti durante la recente mobilitazione che in tutta la Penisola visto coinvolti direttamente anche i cittadini, sindaci e amministratori locali per i problemi di sicurezza che la presenza di specie invasive come i cinghiali, le nutrie, ad esempio, possono comportare.

Il tavolo

Lo scorso 8 luglio anche gli agricoltori padovani hanno manifestato a Venezia insieme a 23 sindaci della nostra provincia, solidali con gli imprenditori costretti a subire l’impatto dei cinghiali e degli altri animali selvatici sulla propria attività e sull’ambiente. Numerose le testimonianze di incidenti provocati dai cinghiali che girano indisturbati sui Colli Euganei come nelle pianure circostanti, spingendosi anche a decine di chilometri di distanza. Gli agricoltori hanno rinunciato anche a chiedere gli indennizzi, vista l’esiguità dei ristori e l’eccessiva burocrazia, e sono preoccupati per il futuro delle loro aziende e dell’agricoltura stessa in alcune aree della nostra provincia.

La burocrazia

“La questione non è solo agricola – spiega Massimo Bressan - ma coinvolge tutti produttori, allevatori, residenti nei centri urbani, automobilisti, turisti persino gli altri animali. Servono semplificazioni burocratiche e un ampliamento significativo della platea dei soggetti che possono intervenire ma, soprattutto, occorre riportare al centro di tutto il sistema l’imprenditore agricolo che subisce i danni e che deve poter attivare celermente le azioni di contenimento. Sarà questo il senso della  presenza di Coldiretti Veneto al tavolo istituzionale. Bene, infine il varo del piano per colombacci e corvidi. E’ urgente un programma di controllo per le nutrie, altra priorità per l'agricoltura veneta. Il roditore è un vero flagello per il sistema idraulico della rete di canali ormai diventati un colabrodo dai tunnel scavati che compromettono la stabilità idrogeologica dei terreni. Abbiamo decine di segnalazioni anche nella nostra provincia, lungo numerosi corsi d’acqua i cui argini sono ridotti a colabrodo dalle gallerie scavate da migliaia di nutrie”.

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