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Festa delle genti e ordinazione presbiterale: doppia celebrazione nella solennità di Pentecoste

Al mattino la “festa delle genti” che, causa pandemia, era saltata nella tradizionale data del 6 gennaio, mentre nel pomeriggio la Cattedrale ha ospitato l’ordinazione presbiterale di don Marco Bertin

Quella del 23 maggio, solennità di Pentecoste, è stata una domenica ricca di gioia e di festa per la Chiesa di Padova. Una festa della Chiesa che ha visto due celebrazioni solenni con il vescovo Claudio Cipolla in Cattedrale a Padova.

Festa delle Genti

Al mattino la “festa delle genti” che, causa pandemia, era saltata nella tradizionale data del 6 gennaio ed è stata celebrata oggi con la partecipazione delle comunità cattoliche di altra madrelingua presenti in Diocesi. Una celebrazione ricca di festa, di lingue, di musiche e di colori presieduta dal vescovo Claudio e concelebrata da don Gianromano Gnesotto, vicedirettore dell’Ufficio di Pastorale dei migranti e dai diversi cappellani delle comunità etniche: africani francofoni e anglofoni, cinesi, filippini, indiani, ispanoamericani, polacchi, romeni di rito latino e orientale, srilankesi, ucraini. «Sono contento che ci possiamo incontrare in tanti e da tanti paesi diversi - ha detto il vescovo Claudio - questo ci dice che il Signore che ci mette su una strada che può essere esemplare anche per la nostra società. Noi prima di stranieri siamo fratelli e sorelle e prima di qualsiasi differenza siamo uniti dalla stessa fede in Gesù e dall’appartenenza alla stessa carità, allo stesso amore che il Signore ha donato ai suoi discepoli. Quello che ci unisce nella fede è tantissimo e ci porta a scoprire che anche umanamente siamo fratelli e sorelle, non soltanto dal punto di vista spirituale». Particolare vicinanza il vescovo ha espresso rispetto a quanti provengono da quei paesi che stanno vivendo momenti molto difficili: l’India, il Brasile, i molti paesi Africani. «Non c’è giorno migliore della solennità di Pentecoste per celebrare questa festa» ha sottolineato il vescovo, leggendo questo momento come una “notizia” bella da far conoscere: «Questo è un annuncio, un’esperienza bella di incontro, di persone che provengono da altri paesi. E magari arrivasse al mondo questo messaggio che ci dice che è possibile stare insieme, è possibile convivere, è possibile sostenerci e rallegrarci l’un l’altro; è un annuncio che vogliamo dare alla nostra società, ma è anche una profezia del cammino che l’umanità ha davanti, dove ci si riconosce nelle proprie diversità e ci si vuole bene nelle proprie diversità e non ci si combatte. Magari questo messaggio arrivasse al mondo: tutti insieme per rendere possibile la pace, tutti insieme, nelle nostre diversità per rendere possibile il sostegno ai poveri, ai deboli».

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Don Marco Bertin

Nel pomeriggio la Cattedrale ha ospitato l’ordinazione presbiterale di don Marco Bertin. Trentaquattro anni, Marco Bertin è nato a Padova il 28 settembre 1986. Originario della parrocchia di Perarolo di Vigonza (Pd), dove è cresciuto insieme ad altri due fratelli e due sorelle. Dopo aver compiuto studi scientifici, essersi laureato in ingegneria elettronica, ed essere stato ricercatore universitario per due anni, è entrato nel Seminario di Padova. Negli anni di formazione ha prestato servizio nella parrocchia di Fratte, nell’unità pastorale di Piovene Rocchette e a Villatora. È stato ordinato diacono domenica 10 gennaio 2021. «Anche con il tuo contributo, Marco - ha sottolineato il vescovo Claudio durante l’omelia ripercorrendo il brano degli Atti degli apostoli - le nostre comunità possano davvero radunarsi, vivere unite. Anche Marco deve servire l’unità della Chiesa di Gesù».

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