Fiera di Padova, associazioni di categoria sul piede di guerra: «Situazione inaccettabile»

Ad alzare la voce sono Ascom Confcommercio, Assindustria Venetocentro, Confartigianato, Cna, Confesercenti Veneto Centrale, Appe, Coldiretti, Confagricolura, Cia e Confcooperative, che accusano Geo di "tenere in ostaggio l’intera economia padovana"

I rappresentanti delle associazioni di categoria fanno quadrato

«Di una cosa siamo sicuri: la Fiera non può attendere». Le associazioni imprenditoriali padovane escono allo scoperto e stendono una nota congiunta che ha tutto il sapore di un “aut aut” nei confronti di Geo, accusata di "tenere in ostaggio l’intera economia padovana".

Quando la Fiera Campionaria?

Ad alzare la voce sono Ascom Confcommercio, Assindustria Venetocentro, Confartigianato, Cna, Confesercenti Veneto Centrale, Appe, Coldiretti, Confagricolura, Cia e Confcooperative, che esclamano in coro: «La Geo non può permettersi di scegliere la “strategia del rinvio”. Già è negativo che, a meno di due mesi e mezzo da quella che dovrebbe essere la Campionaria del Centenario, le date non siano ancora state fissate, ma è nella sostanza inaccettabile che chi è di fatto fuori dalla gestione della Fiera cerchi ancora di condizionarne il futuro. Apprezziamo - continua la nota delle organizzazioni imprenditoriali padovane - la prudenza dei soci pubblici nell’affrontare la questione, ma riteniamo che qualsiasi ulteriore passaggio, come può essere la stesura di una due diligence, non sia risolutiva nei confronti di chi, nonostante sia chiaro che deve rimettere la gestione nelle mani dei soci pubblici, dallo scorso 15 dicembre continui, nonostante la diffida a “consegnare le chiavi”, ad alzare l’asticella delle richieste».

«Ne va del futuro della nostra economia»

«La vertenza con Geo – aggiunge il documento sottoscritto dalle associazioni imprenditoriali padovane – non può condizionare l’economia di un intero territorio che vede nella Fiera, per quanto bisognosa di un rilancio complessivo, un biglietto da visita importante. Attendere ulteriormente la definizione di un accordo che stenta a trovare una soluzione per l’intransigente opposizione di un privato che dovrebbe accedere a migliori consigli, non è più accettabile considerato che ogni giorno che passa non fa altro che aumentare quegli effetti negativi che già stiamo riscontrando ma che risulterebbero accentuati se, malauguratamente, la questione non dovesse risolversi. Ai soci pubblici  differentemente da quanto leggiamo sulla stampa, chiediamo dunque di chiudere la questione con Geo. La Fiera va riportata alla piena operatività, subito. E se questo non dovesse succedere, saranno gli imprenditori e chi in Fiera ci lavora che non mancheranno di farsi sentire. Ne va del futuro della Fiera, ne va del futuro della nostra economia»

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