Lunedì, 15 Luglio 2024
Attualità

Flixbus si ferma nella terra di nessuno, a Padova si aspetta a 40 gradi o sotto le bombe d'acqua

Non è concesso far fermare i mezzi nel terminal della stazione dove arrivano gli extraurbani e i turisti restano abbandonati in mezzo all'asfalto. Levorato lancia una proposta

«La fermata Itabus Flixbus di via Paolo Sarpi non è un bel biglietto da visita per la città e per centinaia di turisti e lavoratori che ogni giorno partono e arrivano a Padova. Non c'e' ombra, ristoro, sicurezza». La denuncia arriva da Amedeo Levorato, ex presidente Aps, oggi attivo anche nella consulta del quartiere centro, ma su questo tema si sono mossi anche l'ex vicesindaco e oggi consigliere regionale Arturo Lorenzoni, la presidente della consulta centro Francesca Verrecchia e ultimamente anche il consigliere comunale, Luigi Tarzia. La fermata del Flixbus, uno dei mezzi più utilizzati soprattutto dagli studenti fuori sede in alternativa al più costoso treno, ma anche dai turisti, non ha una pensilina, un punto ristoro o informazioni. I viaggiatori vengono scaricati lì, magari con oltre 30 gradi o sotto la pioggia. E sempre lì sono costretti ad aspettare la corriere.

«La gente, giovani e anziani, siede a terra ad attendere con qualsiasi clima, in un luogo non propriamente igienico o ospitale - dice Levorato - .Come Consulta 1 Centro abbiamo fatto presente la situazione ormai da oltre un anno, sollecitata piu' volte anche dal consigliere Luigi Tarzia. Speriamo che a breve venga data una risposta dignitosa a questa irricevibile condizione da terzo mondo: non e' per polemica ma per vera necessita». Da Levorato però arriva anche una proposta concreta (vedi progettino in basso): «E pensare che basterebbero pochi atti amministrativi e risorse per risolvere il problema, presentando una situazione esemplare per le persone che provengono da tutta Europa ed intendono visitare o lavorare in città. Sarebbe, infatti, sufficiente affidare in concessione l’area ad APS Div. Parcheggi, che potrebbe riprogettare l’accesso e l’uscita dal piazzale, ricavando un certo numero di parcheggi a sosta temporanea, una tettoia di protezione con pannelli solari per le intemperie e l’attesa, con monitor informativi per la città, un bar con plateatico, ed un eventuale collegamento navetta con il centro città».