Mercoledì, 22 Settembre 2021
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Fondazione Fontana in Kenya: il Covid non ferma la cooperazione

«Pandemia e norme sul distanziamento sociale hanno impedito ai genitori di lavorare e ai figli di andare a scuola. Abbiamo deciso d'intervenire con il metodo dello sviluppo comunitario e cioè dando i mezzi per permettere alla comunità di risollevarsi in autonomia»

Una ragazza dello staff che raccoglie offerte fuori da un supermercato in Kenya e un bambino di strada in cerca di soldi. Il bimbo si avvicina per chiederle qualche spicciolo e lei spiega che non può aiutarlo perché quelle raccolte sono risorse destinate alle persone che stanno soffrendo a causa dell’epidemia legata al Covid19. Il ragazzino nel corso della giornata tornerà diverse volte donando tutti i soldi recuperati con l’elemosina. Questa è una delle tante storie emozionanti che ruotano intorno al progetto “Tuko Pamoja” realizzato da Fondazione Fontana Onlus di Padova in collaborazione con altre tre organizzazioni kenyane: Saint Martin CSA (capofila del progetto), L'Arche Kenya e Talitha Kum Children’s Home. Sono state coinvolte migliaia di persone e raccolti in poche settimane più di 11mila euro. L'iniziativa è stata concepita in seguito allo scoppio della pandemia COVID-19 in Kenya e alle successive misure messe in atto per contenere la diffusione del virus. Fondazione Fontana Onlus opera in Kenya sostenendo progetti che riguardano persone fragili che il Covid ha reso ancora più vulnerabili. 

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Nelle contee di Laikipia e Nyandarua sono stati donati generi alimentari, distribuiti 1171 pacchi di prodotti alimentari a 926 famiglie particolarmente bisognose, mentre alle piccole imprese è andato un contributo economico, 64 beneficiari sono stati sostenuti per mantenere, rilanciare o potenziare le loro attività. Donati anche mezzi per garantire la crescita dell’agricoltura locale, alle volte unica forma di sostentamento. Il progetto ha permesso anche di garantire l’assistenza sanitaria e la copertura assicurativa. 

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30 persone con malattie croniche o terminali saranno supportate con l’acquisto di farmaci, 67 beneficiari sono stati aiutati con farmaci essenziali, 6 assistiti hanno ricevuto cure mediche più di una volta. 100 nuclei famigliari saranno supportati con il pagamento mensile dell’assicurazione sanitaria. Donate anche postazioni per il lavaggio delle mani e dispositivi di protezione personale come disinfettanti, mascherine e sapone. Centinaia di studentesse hanno inoltre ricevuto degli assorbenti intimi, la cui mancanza, dovuta alle ristrettezze economiche delle famiglie, provoca conseguenze sanitarie e sociali ancora poco conosciute. 96 alunni e studenti provenienti da contesti particolarmente poveri sono stati assistiti con materiali didattici per fornire un’alternativa alla didattica a distanza, impossibile per questi studenti e studentesse. Infine più di 10mila persone hanno ricevuto informazioni corrette sul Covid 19 con un’apposita campagna di comunicazione finalizzata alla prevenzione. 

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«La partecipazione alla raccolta fondi è stata sorprendente – racconta Pierino Martinelli, direttore di Fondazione Fontana Onlus – dall’Italia, è arrivato un sostegno importante a dimostrazione del gran cuore delle persone. In Kenya lavoriamo in situazioni particolarmente delicate che riguardano persone fragili, con disabilità, vittime di sfruttamento o dipendenti da droghe e alcol. La pandemia e le norme sul distanziamento sociale hanno impedito ai genitori di lavorare e ai figli di andare a scuola. Si tratta di lavori saltuari, giornalieri da cui dipende la sopravvivenza di interi nuclei famigliari. Abbiamo deciso di intervenire con il metodo dello sviluppo comunitario e cioè dando i mezzi per permettere alla comunità di risollevarsi in autonomia».

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