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Il Veneto esulta: il Governo sblocca circa 800 milioni di euro di avanzi di amministrazione

Forcolin, vicepresidente della Regione Veneto, rilancia: “Se venisse estesa anche alle Regioni avremmo oltre 1.4 miliardi di euro da investire, con un incremento di posti di lavoro di oltre 18mila unità”

Circa 800 milioni di euro. E il Veneto sorride: a tanto ammontano, infatti, gli avanzi di amministrazione sbloccati dal Governo e utilizzabili dai Comuni della regione.

“Entrate vere e spendibili per i Comuni veneti”

Gianluca Forcolin, vicepresidente della Regione Veneto, commenta così la splendida notizia: “Il via libera dato dal Governo e dal Ministero dell'Economia e delle Finanze al rilancio degli investimenti degli Enti locali costituisce una risposta concreta, attesa da anni, alle esigenze manifestate più volte dalle autonomie locali ed un volano per l’ammodernamento del Veneto e per la crescita economica di cui l’intero Paese ha bisogno. Finalmente si dispone lo sblocco di entrate vere e spendibili che per i Comuni veneti sono quantificabili in circa 800 milioni di euro, date dagli avanzi di amministrazione certificati da anni, e si applicano le sentenze della Corte Costituzionale (n. 247/2017 e n. 101/2018) che hanno ribadito la piena disponibilità ed utilizzabilità degli stessi senza passare dalla 'tagliola' del Fiscal Compact”.

Clamorosa ipotesi

E la splendida notizia potrebbe diventare addirittura meravigliosa se accadesse quanto auspica Forcolin: “Ora ci attendiamo che tale disponibilità venga estesa anche alle Regioni. La Regione del Veneto dispone di ben 621 milioni di euro di avanzo vincolato per investimenti. Se ciò avvenisse gli investimenti utilizzabili con lo sblocco degli avanzi accumulati ammonterebbero per il Veneto a oltre 1.4 miliardi di euro che, come evidenziato nel corso dell’ultima assemblea nazionale Anci e come risulta dalla ricerca presentata dell’Università di Venezia, rappresentano una forte iniezione di risorse utili a sostenere la crescita economica del Veneto, oltre che più in generale del Paese. L’importo cumulativo degli avanzi degli enti locali veneti e della Regione immesso nei processi di spesa finalizzati agli investimenti consentirebbe una crescita del PIL veneto stimabile nello 0,75%, con un incremento di posti di lavoro di oltre 18.000 unità e un aumento di entrate fiscali di circa mezzo miliardo”.

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