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L'ex presidente Galan: «Zaia ha così tanto consenso senza aver mai fatto un c....»

Presente in aula a Padova per un processo che vede imputato lo speaker Alberto Gottardo, querelato dal governatore per alcune allusioni su Buonitalia, si è sfogato anche sul suo ex vice e successore in Veneto

«Ha così tanto consenso senza mai aver fatto un c…». Ormai l’ex presidente della Regione Giancarlo Galan non ha più niente da perdere. Almeno pare. E sela prende anche con Luca Zaia. Da uomo più potente del Veneto, nelle scorse settimane aveva dichiarato di vivere grazie all'aiuto del fratello, di essersi lasciato con la moglie, di vedere poco la figlia e di vivere in mezzo ai boschi. Oggi, 13 maggio, si è presentato in tribunale a Padova per testimoniare ad un processo per diffamazione, dopo che proprio il suo successore (e suo ex vice) Zaia aveva querelato il conduttore radiofonico ed ex giornalista Alberto Gottardo. Ed è proprio a Zaia che si riferisce quando parla di consenso "immeritato". Ma ne ha anche per il ministro della Giustizia Carlo Nordio, che all'epoca era il procuratore di Venezia, quindi colui che coordinò il pool di magistrati nell'inchiesta: «Ora fa il garantista, con me non lo è stato».

Il voto

Alle domande dei cronisti su chi voterà alle prossime elezioni europee, Galan si libera: «Voto per chi è più liberale, ora vedo Graham Watson candidato per +Europa e voto quindi per il partito di Renzi». Ma poi, inevitabilmente, il discorso si sposta sui suoi guai e le tangenti: «Io non controllavo nessuno, né Chisso, né Baita né Minutillo. Andrò a chiedere come Renato Chisso il denaro dell’indennità. Sono soldi miei, li ho pagati, che cosa facciamo adesso espropriamo le pensioni?».

In aula

In aula Galan ha risposto come ex ministro delle Politiche agricole nel governo Berlusconi tra il 2010 e il 2011 sull questione Buonitalia spa. L'imputato, infatti, aveva accusato Zaia (ministro delle Politiche agricole dello stesso governo) durante la sua trasmissione «Il Morning show» di aver provocato il default della società pubblica: «Buonitalia era una società che non aveva alcuna ragione di esistere, perché sovvenzionava i privilegi dei clan di trevigiani. Ho dato immediatamente disposizioni per liquidarla - ha detto Galan - avevo visto un progetto di spesa per pagare 500 mila euro ad Alitalia affinché prendessero cibo italiano per la prima classe dei loro voli… e che altro cibo avrebbero dovuto mettere?».

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