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Mercoledì, 8 Febbraio 2023
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Giordani diffidato, evitato lo sfratto a Mohammed Sarah e i loro tre figli

Questa volta, oltre alla presenza solidale degli attivisti dell'Unione Inquilini, Sportello Sociale di via Bajardi, 1, Sportello Sociale Catai e Adl Cobas, a fare muro si è rivelata essenziale anche la diffida, fatta protocollare in Municipio e Prefettura di Padova, con il quale il sindaco è stato richiamato al rispetto delle sue obbligazioni legali di tutela della salute

Nuovo intervento vittorioso in difesa dei diritti umani alla casa e alla salute della famiglia di Mohammed Rezigue e Sarah Linda Beidaoui e dei loro tre figli minori, con un quarto prossimo all'arrivo. La famiglia, di origine algerina, era al quinto accesso dell'ufficiale giudiziario per sfratto per finita locazione da un appartamento acquistato da un privato dall'Ater. Lo sfratto è stato rinviato al 5 aprile 2022.

Unione Inquilini Padova

Come si è arrivati a questa vittoria? «Questa volta, oltre alla presenza solidale degli attivisti dell'Unione Inquilini, Sportello Sociale di via Bajardi, 1, Sportello Sociale Catai e Adl Cobas, a fare muro si è rivelata essenziale anche la diffida, fatta protocollare in Municipio e Prefettura di Padova, con il quale il sindaco di Padova Sergio Giordani è stato richiamato al rispetto delle sue obbligazioni legali di tutela della salute, da attuare anche con ordinanze di requisizione, ad esempio di uno delle centinaia di alloggi che l'ATER tiene scandalosamente sfitti e in vendita. Il Comune di Padova, anziché provvedere concretamente, ha delegato la dipendente di una cooperativa sociale, nemmeno un'assistente sociale, a proporre la solita stanzetta precaria presso la Casa a colori per la madre e i tre minori, niente per il padre. Soluzione respinta al mittente, perché avrebbe violato i diritti umani delle persone e della famiglia in quanto tale».

La legge

Le obbligazioni legali in capo al Sindaco derivano infatti dalla L. 883/1978, a cui si devono aggiungere la L. 881/1977 di ratifica del Patto Internazionale sui Diritti Economici, Sociali e Culturali, con l'obbligazione in capo alle istituzioni, incluso le autorità locali, della tutela del diritto alla casa (art. 11) e del diritto alla salute (art. 12). Ai presenti è stato ricordato che anche gli ufficiali giudiziari e le stesse autorità di polizia, prima di effettuare l'esecuzione di qualsiasi sfratto, hanno pertanto l'obbligo di verificare e non possono intervenire se tali obbligazioni legali non sono state rispettate.

Graduatoria

Il rinvio fino al 5 aprile 2022 è considerato sufficiente per la pubblicazione delle graduatorie per le case popolari a cui la famiglia ha partecipato. «E' un buon risultato, che rasserena la famiglia e incoraggia la Campagna Sfratti Zero ad utilizzare tutti i mezzi necessari, incluso il ricorso alla normativa sui diritti umani a livello nazionale e internazionale, per la difesa del diritto alla casa e alla salute» evidenziano dall'Unione Inquilini. Questo approccio risolutivo chiede l'inclusione di tutte le tipologie di sfratto, incluso per finita locazione, pignoramento e senza titolo, nel Protocollo sugli sfratti in discussione presso la Prefettura di Padova.

Le richieste

«All'Ater di Padova chiediamo di accettare la transazione sulle morosità incolpevoli al pari dei proprietari, oltre che di mettere a disposizione le centinaia di case sfitte e in vendita. Al sindaco di Padova, a tutti i sindaci, chiediamo di utilizzare tutti i mezzi in loro possesso per tutelare il diritto umano alla salute e alla casa dei cittadini. Al Prefetto di Padova chiediamo di rafforzare l'impegno sul fronte della coesione sociale nel rispetto della legalità, evitando la concessione della forza pubblica nel caso in cui non fossero tutelati i diritti umani» chiudono da Unione Inquilini.

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