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Giordani torna a Palazzo: «In 5 anni Padova cambierà completamente volto»

Dopo qualche giorno di ferie in famiglia, il sindaco si è rivisto a Palazzo Moroni: «Abbiamo messo in piedi decine di progetti, ora è arrivato il momento di concretizzarli. Non parlo della mia eventuale candidatura. Gli altri fanno bene ad organizzarsi, ma io rimango concentrato sulla città».

«Torno con tanto ottimismo e positività. C'è tanto da fare, ma abbiamo tanti progetti per la città, e se i padovani continueranno a rispondere come stanno già facendo, sono convinto che presto supereremo definitivamente anche la fase Covid». E' un Sergio Giordani carico quello che lunedì è tornato a Palazzo Moroni dopo qualche giorno di ferie in famiglia. Il sindaco ha trovato sulla sua scrivania una montagna di carte da firmare e decine di faldoni da riprendere in mano, ma il piglio con cui si è riaffacciato in ufficio non sembra quello di un uomo che tra 8 mesi potrebbe abbandonare tutto. «Non è ancora tempo di parlare di elezioni. Io voglio lavorare per la città fino all'ultimo giorno con lo stesso impegno» declina subito Giordani, dribblando qualsiasi domanda su una sua eventuale ricandidatura, che comunque non sembra essere in dubbio «e anche se so bene che dall'altra parte si stanno organizzando, come è giusto e normale che sia, io per ora ho altro da fare. In 5 o 6 anni Padova sarà completamente diversa e io sono ancora in estasi per Urbs Picta, che a breve darà i primi risultati concreti».

Le priorità

«Ora dobbiamo iniziare a fare sul serio per realizzare la seconda linea del tram. Il bando è pronto e voglio che tutto sia perfetto. So bene che i cantieri provocheranno dei disagi, così come li stanno provocando quelli già presenti in città, ma se vogliamo avere visione e pensare ad una città del futuro, dobbiamo mettere in preventivo un periodo di difficoltà. Tutto poi verrà ampiamente ripagato» sostiene il sindaco Giordani, che confida di sperare di poter ottenere presto i fondi anche per la terza linea («sono molto ottimista» dice). Ma non c'è solo tram. I cantieri di cui parla sono in piazzale Boschetti e potrebbero esserci presto alla Prandina: «In piazzale Boschetti vado ogni dieci giorni a fare il capocantiere» ironizza il sindaco «ma è una zona complessa e ci sono dei ritardi a causa di materiale inquinante ritrovato. Lo sapevamo e risolveremo. Si chiuderà con un paio di mesi di ritardo? Forse si, forse anche di più, ma alla fine avremo regalato a quel quadrante un bellissimo parco. E lo stesso faremo con tutta quella zona, dove abbiamo molti progetti». Sulla Prandina, che continua ad essere tema di divisione in città e a Palazzo: «Ci sono dei professionisti a lavoro. Quando finiranno valuteremo tutte le opzioni, ma ho già detto che 1000 posti auto non c'entrerebbero mai e che non servirebbero. Sono sicuro che troveremo la soluzione migliore per tutti. Intanto, appena avrò l'ok dalla Soprintendenza, il park provvisorio sarà a pagamento, quindi credo a breve. Sarà un modo per valutarne la necessità».

Galleria Borromeo

La destinazione della Prandina a parcheggio riaprirà al progetto di chiudere quello in piazza Insurrezione: «E' il mio sogno. Vorrei veramente vedere quella piazza senza auto e magari a verde, ma il discorso va allargato alla galleria Borromeo, che è bellissima ma ha bisogno di riqualificazione e rilancio». Per fare anche solo una di queste cose, Giordani ha bisogno di un altro mandato: «Ancora? Io metto in piedi, poi se sarò io a finirle o un altro a me non interessa. Anche se c'è qualcuno che non mi crede, a me interessa Padova».

37 milioni

Intanto sono in arrivo i 37 milioni ottenuti grazie alla vittoria al Tar sulla questione del Fondo di Solidarietà, causa vinta contro lo Stato: «Vanno usati con buon senso per rilanciare la città in ogni suo aspetto. Tutti i settori hanno sofferto il Covid e ci sono opere e manutenzioni che possono contribuire alla qualità della vita. Bambini, giovani coppie, anziani, sport, terzo settore, commercio e cultura. Ora mi prendo il giusto tempo per riflettere collegialmente e poi assumerò una decisione equilibrata e compatibilmente con gli aspetti amministrativi previsti».

Covid

Intanto Padova fa registrare il record dei vaccinati (85%), ma anche un alto tasso di contagi. Da più di un mese, ogni sabato centinaia di No Vax sfilano per le vie del centro, arrivando allo scontro con i commercianti e i passanti: «Sono orgoglioso dei padovani, ma con tutta l'applicazione che posso metterci non arrivo a capire chi non si vaccina. Non sono per il vaccino obbligatorio, ma qualche illustre scienziato inizia a parlarne....»

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