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Giornata anti spreco alimentare, Coldiretti: «I veneti a pranzo con la gavetta»

Ma c'è anche l'altra faccia della medaglia: famiglie e persone in difficoltà economica a causa della pandemia. Persone costrette a far ricorso alle mense dei poveri e molto più frequentemente – ricorda Coldiretti Padova – ai pacchi alimentari

Gli avanzi del giorno prima sono il pranzo in gavetta da portarsi da casa in ufficio. È la tendenza emersa durante il Covid che testimonia che la ricerca della sicurezza alimentare è tra le priorità dei cittadini – sottolinea Coldiretti  che ricorda, inoltre,  l’impegno di molti operatori agrituristici nella consegna di menù a km zero presso le aziende. «Un servizio – ricorda Diego Scaramuzza presidente regionale degli agriturismi Terranostra – nato durante il lockdown ma continuato grazie alla disponibilità della task force dei produttori di Coldiretti che oltre alla consegna della spesa e piatti pronti a domicilio portano le tipicità cotte e pronte nelle mense di fabbriche per operai e collaboratori.

Pacchi alimentari

Ma c'è anche l'altra faccia della medaglia, spiega Coldiretti Padova, perché si ingrossano le fila delle famiglie e delle persone in difficoltà economica a causa della pandemia. È la punta dell’iceberg della situazione di difficoltà in cui si trova un numero crescente di persone costrette a far ricorso alle mense dei poveri e molto più frequentemente – ricorda Coldiretti Padova – ai pacchi alimentari, anche per le limitazioni rese necessarie dalla pandemia. Da prima di Natale gli agricoltori di Coldiretti stanno consegnando in tutta la provincia decine di "pacchi della solidarietà" destinati ai bisognosi, grazie alla collaborazione con i Comuni, la Caritas, la Diocesi e le parrocchie, le associazioni sul territorio. Oggi è stata la volta di Noventa Padovana: al sindaco Luigi Alessandro Bisato Coldiretti ha consegnato i pacchi da distribuire a chi si trova in stato di necessità. Altri arrivi sono previsti nei prossimi giorni».

Il cibo salvato

La notizia è strettamente legata alla Giornata nazionale contro lo spreco alimentare che si celebra domani 5 febbraio. L’abitudine di recuperare quanto rimasto nel piatto si ispira alla tradizione contadina grazie alle ricette popolari come polpette, frittate, pizze farcite, ratatouille. Non a caso il 55% degli italiani ha ridotto gli sprechi alimentari, secondo un sondaggio Coldiretti e a confermarlo è anche il calo della quantità di cibo finita nella spazzatura, passato dai quasi 31 chili del 2019 ai 27 chili nel 2020, secondo dati Waste Watcher. Questo significa 222.125 tonnellate di cibo 'salvato' e un risparmio di 6 euro pro capite, ovvero 376 milioni di euro a livello nazionale, in un intero anno.

L’aumento dei poveri in Veneto

Nonostante ciò il problema resta però rilevante se si considera che nel 2020 – spiega Coldiretti sono 5,2 milioni le tonnellate di alimenti finiti nella spazzatura tra quello che si getta tra le mura domestiche e ciò che riguarda tutta la filiera, per un valore complessivo di circa 9,7 miliardi di euro. Coldiretti Veneto evidenzia che non si tratta di un problema economico e ambientale, ma è una questione etica se si pensa che in Veneto i poveri costretti a chiedere aiuto per mangiare nel 2020 sono aumentati del 30% rispetto all’anno precedente.  

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