“Ci sto? Affare fatica!”: i giovani dei comuni dell’Alta all’opera per restituire bellezza al territorio

Dal 20 luglio al 7 agosto, dalle 8.30 alle 12.30 dal lunedì al venerdì per un totale di oltre 16 mila ore di lavoro. Diverse le attività svolte: dalla pulizia dei centri abitati e delle vie dei quartieri, alla manutenzione dei parchi gioco, ma molto altro ancora. Alla fine della loro settimana di lavoro ognuno di loro ha ricevuto la ricompensa: un “buono fatica” del valore di 50 euro

Coinvolgere le giovani generazioni nella riqualificazione degli spazi (parchi, piazze, piste ciclabili e pedonali) del benessere e della socialità dopo i lunghi mesi di scuola a distanza e di lockdown: era questo l’obiettivo del progetto “Ci sto? affare fatica!”, che si è svolto dal 20 luglio al 7 agosto, promosso dai Comuni di Camposampiero, Carmignano di Brenta, Galliera Veneta, Limena, Piazzola sul Brenta, San Giorgio in Bosco, San Martino di Lupari, San Pietro in Gù e Tombolo, con il coordinamento nel comprensorio dell’Alta Padovana della Cooperativa Carovana, il sostegno di UniCredit Foundation Carta E 2019 e di associazioni, aziende e negozi locali.

«Hanno risposto con grande entusiasmo»

«Abbiamo chiamato i nostri giovani a una grande azione collettiva di cura dei beni comuni e loro hanno risposto con grande entusiasmo– commenta il Presidente del comitato dei sindaci dell’Alta-Padovana Alessandro Bolis – Se per loro ha significato un’importante occasione di crescita e maturazione per noi Amministratori è stata una preziosa opportunità di formare cittadini consapevoli e di avvicinarci al mondo dei giovani». Gli amministratori si sono messi in campo con entusiasmo e dedizione, sporcandosi le mani, stando nella relazione con i giovani del loro territorio, attivando commercianti, uffici pubblici, generando comunità.

Il progetto estivo

Il progetto era rivolto a tutti i ragazzi e ragazze dai 14 ai 19 anni che durante l’estate volevano prendersi cura del proprio territorio, mettendo in gioco le loro capacità, acquisendo nuove competenze – ha spiegato Diana Chervatin presidente della Cooperativa Carovana – Per noi è stata una sperimentazione che speriamo di ampliare e potenziare l’anno prossimo vista l’adesione inaspettata: ben 807 le ragazze e i ragazzi iscritti che ci hanno permesso di formare 36 squadre, oltre il doppio di quelle previste in fase di progettazione, di lavoro composte ciascuna da 10 ragazzi e seguite ciascuna da un tutor, giovani tra i 18 e i 25 anni. Nel lavoro sono stati seguiti da una trentina di pensionati e adulti, maestri d’arte con competenze tecniche e artigianali. All’interno delle squadre, in una logica di inclusione hanno trovato spazio anche ragazzi che sono accompagnati da percorsi da parte dell’età evolutiva o dei consultori».

Oltre 16 mila ore di lavoro ricompensate con un “buono fatica”

I giovani partecipanti sono stati coinvolti in moduli settimanali dal 20 luglio al 7 agosto, dalle 8.30 alle 12.30 dal lunedì al venerdì per un totale di oltre 16 mila ore di lavoro. Diverse le attività svolte, sotto gli occhi attenti dei tutor e guidati dall’esperienza degli adulti: dalla pulizia dei centri abitati e delle vie dei quartieri, alla manutenzione dei parchi gioco, all’impregnatura e alla tinteggiatura di giostre, staccionate, aule di scuole materne, elementari e medie, e molto altro ancora. Alla fine della loro settimana di lavoro ognuno di loro ha ricevuto la ricompensa: un “buono fatica” del valore di 50 euro, da spendere in abbigliamento, spese alimentari, libri scolastici e non, cartoleria, attività per il tempo libero, offerti dai numerosi negozi ed aziende locali che hanno aderito al progetto.

La sicurezza

Le attività sono realizzate in ottemperanza alle “linee di indirizzo per la riapertura dei servizi per l’infanzia e adolescenza 0-17 anni” della Regione Veneto: ragazze, ragazzi, tutor, handymen coinvolti sono stati informati e formati per poter rispettare tutte le norme igienico-sanitarie previste in questo periodo eccezionale (corretto utilizzo delle mascherine, distanziamento fisico, igienizzazione di mani, sanificazione di oggetti e spazi…).

[Foto dalla pagina Facebook del progetto]

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