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La ricercatrice padovana Giulia Borile

La ricercatrice padovana Giulia Borile

Bando fondazione Roche ricerca indipendente: premiata una giovane ricercatrice padovana

Trentatreenne dell'istituto di ricerca pediatrica Città della Speranza, vince come miglior progetto di ricerca indipendente nell'area terapeutica Onco-ematologica

Sostenere la ricerca indipendente finanziando i progetti di giovani scienziati under 40 che operano all’interno di strutture pubbliche e IRCSS è l’obiettivo del Bando “Fondazione Roche per la Ricerca Indipendente”, promosso da Fondazione Roche e giunto ormai alla sua quinta edizione. Altro obiettivo primario, a testimonianza dell’impegno annunciato con il programma “La Roche che vorrei” che mira a garantire la massima trasparenza nell’interazione e nella collaborazione con la classe medica, le strutture ospedaliere e gli enti di ricerca, è quello di garantire imparzialità e terzietà nel processo di valutazione e selezione dei progetti. Per questo motivo Fondazione Roche affida tale processo al prestigioso partner internazionale Springer Nature, leader nel mondo della ricerca e dell’educazione scientifica.

Il progetto

Nell’ambito dell’onco-ematologia, Fondazione Roche ha premiato oggi il progetto di Giulia Borile, ricercatrice dell’Istituto di Ricerca Pediatrica (IRP) Città della Speranza che studia la LAM, Leucemia Acuta Mieloide pediatrica, un cancro aggressivo ancora trattato tramite chemioterapia citotossica e ampio uso di trapianto di cellule staminali ematopoietiche, con una ricaduta della malattia del 30% che è ancora la principale causa di decesso. Il progetto si propone di utilizzare metodi della fisica applicata alla biologia (come l’optogenetica) notoriamente utilizzati nelle neuroscienze, attraverso i quali si andranno ad investigare alcune peculiarità delle cellule di leucemia per identificare nuovi target terapeutici e nuove strategie da proporre nella pratica clinica.

Grande successo

Trentatre anni, originaria di Monselice, laureata in Fisica e Dottore di ricerca in Biologia Cellulare, Giulia Borile si occupa dal 2010 di microscopia e fisica applicata alla biologia e alla medicina. Dal 2017 collabora a diversi progetti in ambito pediatrico e nel 2018, grazie a IRP, vince un finanziamento per sviluppare un modello in vitro di leucemia presso il Francis Crick Institute di Londra, dove trascorre un anno nel gruppo di microscopia avanzata con il quale tuttora continua a collaborare. Dal suo lancio ad oggi sono stati stanziati oltre 3 milioni di euro per questo bando, ottenendo un crescente successo di pubblico: sono stati più di 1700 i progetti presentati e 40 quelli finora finanziati. Fondazione Roche ha confermato il suo impegno anche per il prossimo anno, lanciando la nuova edizione del Bando che prevedrà il finanziamento complessivo di 400mila euro a favore di 8 progetti di ricerca. Alle aree di interesse della passata edizione (oncologia, ematologia oncologica, reumatologia, malattie respiratorie, malattie della coagulazione ereditarie, neuroscienze e una sezione inedita relativa al rapporto medico-paziente), si aggiunge il finanziamento di progetti orientati alla ricerca sull’impatto psicologico e comportamentale causato dalla pandemia da Covid 19.

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