Giustizia civile, a Padova le cause durano meno ma c'è un giudice ogni 2.600 imprese

I dati 2020 mettono in luce in regione e anche a Padova un ulteriore piccolo miglioramento dovuto più all'efficienza degli addetti ai lavori e alla dinamica della società civile che al progresso del sistema-giustizia

«Per rilanciare il Paese è necessario riformare la Giustizia civile». A ribadirlo è Roberto Boschetto, presidente di Confartigianato Imprese Padova, che approfitta della quarta fotografia annuale della Giustizia in Italia “scattata” dall’ufficio studi di Confartigianato del Veneto per una riflessione su uno dei più importanti asset del Paese: «Se c’è un punto su cui tutti i 27 paesi membri, si sono trovati d’accordo è che i fondi UE messi a disposizione dal Recovery Fund debbano essere utilizzati non solo per uscire dalla crisi da coronavirus ma anche per aumentare le potenzialità di crescita dei paesi beneficiari intervenendo sulle loro debolezze strutturali. Questa volta l’enfasi è davvero sulla crescita e quindi la questione centrale diventa la qualità della spesa e delle riforme, tra le quali per l’Italia non potrà mancare quella destinata alla riduzione dei tempi della giustizia (sia penale che civile)».

I dati

Prosegue Boschetto: «È impensabile che, rispetto ad esempio ad altri Paesi come la Francia o la Germania che hanno introdotto in anni recenti riforme significative, il nostro codice civile risalga al 1942 e non si abbia ancora la forza, la volontà, la capacità di riformarlo in modo organico. La crisi Covid deve diventare l’occasione per imprimere un’accelerazione ad alcune prassi e modelli organizzativi da applicare in futuro come, ad esempio, il consolidamento della digitalizzazione del processo, anche di quello penale, nel rispetto dei diritti fondamentali che lo governano. Insomma, la Giustizia sia una delle prime sfide del governo nell’era post-Covid anche per impedire che imprenditori senza scrupoli si infilino nelle sacche di tensioni e difficoltà generate dalla crisi». I dati 2020 mettono in luce in regione e anche a Padova un ulteriore piccolo miglioramento dovuto più all'efficienza degli addetti ai lavori e alla dinamica della società civile che al progresso del sistema-giustizia: il numero dei giudici cala di una unità (-1 onorario), il tasso di scopertura (la differenza tra quelli previsti e quelli effettivi) rimane al 14,9%. Cresce a livello italiano 15% (era il 12,7% nel 2019). Il numero di imprese che “gravano” su ogni giudice è cresciuto a Padova, passando da 1.526 del 2019 a 1.701 nel 2020. Un dato altissimo rispetto alla media nazionale di 901.

Giustizia civile

Resta scoraggiante anche la fotografia sulla giustizia civile e del lavoro, che riguarda più da vicino le imprese. L’anno sembra essere trascorso senza grandi miglioramenti. I 37 giudici effettivi (ordinari ed onorari) di Padova (tasso di scopertura 11,9%) hanno dovuto far fronte ad un bacino di 22.667 abitanti ciascuno (la media italiana è di 15.001) ed a 2639 imprese, il valore peggiore in Veneto +74,3% rispetto alla media italiana. Magistrati che lavorano però con elevata efficienza dato che le cause pendenti per tribunale a fine 2019, sono leggermente al di sotto della media (14.168 contro le 14.215 nazionali) e in totale scendono da 5 anni. Ad aiutare questo snellimento anche la minore litigiosità dei padovani che si esplicita in un calo costante delle cause aperte nell’anno, passate dalle 21.064 del 2017 alle 19.532 del 2019. Il vero dato incoraggiante che emerge dall’indagine è la contrazione della durata dei procedimenti civili (di primo grado) accorciatasi in provincia, nell’ultimo anno, di 22 gg (250 giorni complessivi contro una media italiana di 356).

Giudici di pace

Non ci sono risultati positivi a Padova per questo aspetto della giustizia civile. Il tasso di scopertura è del 47,4%. Dei 19 giudici di pace previsti in pianta organica, effettivi sono solo 10, ma va peggio a livello nazionale, con il 66,1% di carenza (1.192 operativi su 3.514 previsti). Un dramma poi se si va a misurare quante imprese e cittadini gravano mediamente su ognuno di loro: 83.270 abitanti a testa a Padova (+64,4% rispetto alla media nazionale ferma a 50.637). Anche quando si parla di imprese, a Padova i numeri sono rilevanti: 9.696 imprese per giudice, un dato inferiore a quello Veneto (11.897), ma bisogna calcolare che la nostra regione è la seconda peggiore nel (+132,8% rispetto media Italia).

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Il commento

La proposta di legge delega per la riforma, attualmente ferma in Commissione Giustizia, «presenta - spiega Boschetto- alcune novità apprezzabili. Ma i tempi sono cambiati. Rispetto ad un progetto che risale ad inizio anno, la pandemia ha cambiato tutto a partire dall’opportunità di pensare ad una riforma a costo zero. Quel che serve è, dunque, un piano straordinario per la Giustizia partendo dai fondi stanziati con il Recovery Fund, (per l’Italia oltre 120 miliardi di euro di prestiti e 87,5 miliardi di trasferimenti tra il 2021 e il 2027). E mai, di certo, si è potuto contare su cifre del genere per scrivere le riforme che in questo caso non può che partire dalla conferma degli strumenti tecnologici utilizzati durante l’emergenza, soprattutto per le udienze da remoto. Il progetto del piano per la ripresa andrà presentato alla Commissione europea entro il 15 ottobre, insieme con il Documento programmatico di bilancio. I piani riceveranno un maggiore punteggio se coerenti con le raccomandazioni specifiche fatte dalla Commissione ai singoli paesi. Ed è confortante il fatto che all’interno della quarta area di priorità del Programma nazionale di Riforma, recentemente licenziato dal Governo, che riguarda la produttività e la competitività, nonché l'efficienza della Pubblica Amministrazione, sia inserito un capitolo specifico sulla riforma della giustizia, con l’obiettivo di assicurare una significativa riduzione e una maggiore prevedibilità dei tempi dei procedimenti».

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