Venerdì, 23 Luglio 2021
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Giustizia climatica e diritti umani: l'equipe del prof. De Marchi invita scienziati e ambientalisti da tutto il mondo

«Stiamo costruendo un tavolo di lavoro e di dialogo permanente tra realtà della società civile e la ricerca», spiega il professo Massimo De Marchi, docente del Dipartimento ICEA dell'Università di Padova

Il primo giugno è il giorno della prima Conferenza Internazionale sulla Giustizia Climatica, organizzata dal Centro di Eccellenza Jean Monnet dell'Università degli Studi di Padova, in particolare dal Gruppo di ricerca “Cambiamenti climatici, territori, diversità”. E' l'ennesima tappa di un lavoro che parte dal lavoro dell'equipe del professor De Marchi dell'Università di Padova che coinvolge atenei e scienziati da tutto il mondo mettendo al centro il rispetto e la difesa dell'ambiente. Come ha spiegato il professor De Marchi, la prima di una serie di conferenze che dovrebbero svolgersi per tre volte all'anno.

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Il tema centrale è quello dei cambiamenti climatici e delle conseguenze che questo comporta, anche dal punto di vista dei diritti umani, come spiega il professor Massimo De Marchi. «Vedremo diverse pratiche di giustizia climatica e ambientale da diverse latitudini e su diversi fronti». Per questo, anche grazie alle relazioni costruite in questi anni, si è coinvolto docenti del Burkina Faso, Colombia, Equador ed India ma anche di altre facoltà italiane. 

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Tra gli ospiti anche Vandana Shiva, ambientalista di fama mondiale e fondatrice di Navdanya, movimento di agricoltori che ha come obiettivo costruire un sistema agricolo che produca cibo in assenza di veleni e combustibili fossili entro il 2030 e scongiurare la catastrofe climatica. L'equipe del profesor De Marchi sta costruendo una rete di relazioni che va da Padova all'India all'Africa fino al Latino America per costruire un vero e proprio osservatorio ma allo stesso tempo uno strumento che mette in relazione chi porta avanti iniziative in difesa dell'ambiente a qualsiasi latitudine. «Stiamo costruendo un tavolo di lavoro e di dialogo permanente tra realtà della società civile e la ricerca». 

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La prima conferenza internazionale sulla giustizia climatica potrà essere seguita sia su zoom che sui social dove sarà trasmessa in diretta. La partecipazione è gratuita e aperta a tutti. La conferenza si terrà in inglese e sarà tradotta contemporaneamente in italiano e spagnolo. L'inizio dei lavori è previsto per le 11 e 30 della mattina del primo giugno, per poi proseguire dopo una pausa alle 15 e 30. 

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