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Gramigna contesta l'emergenza Coronavirus: «Approfittano del panico, noi ci riuniamo»

Il collettivo di sinistra interviene in merito agli effetti delle ordinanze cautelative in vigore in questi giorni. Sabato scorso l'occupazione e lo sgombero di uno spazio comunale

Dopo lo sgombero del 22 febbraio - il settimo che il collettivo Gramigna imputa alla giunta guidata da Giordani e Lorenzoni - dalla ex scuola Alicorno, gli attivisti puntano il dito contro chi ingigantirebbe il problema del Coronavirus.

Le critiche

A chi con esattezza sia rivolto il biasimo, nel messaggio Facebook diramato dal gruppo non viene precisato. Si parla de «L'ordinanza regionale per l'emergenza Coronavirus» con cui «Si chiudono scuole, musei e uffici pubblici, vengono vietate manifestazioni pubbliche e private, si schiera l'esercito e la polizia». Il riferimento successivo è al recente sgombero subito poche ore dopo che una decina di attivisti avevano occupato parte dello stabile che ospitava la ex scuola di via San Pio X a Città Giardino, definito: «Perfetto esempio della situazione che vogliono creare, suggestionano il panico per poi avere la scusa dell’emergenza e potersi muovere come meglio credono».

Panico e allarmismo ingiustificati

Insomma, per il collettivo Gramigna l'allarmismo diffuso in questi giorni se non del tutto infondato sarebbe per lo meno fortemente esagerato: «Come può essere considerato così pericoloso un virus che al momento ha avuto implicazioni negative solo in pochi anziani e già fisicamente molto deboli? Se realmente fosse così grave la situazione, perché non chiudono anche le grandi fabbriche e i grandi centri commerciali? - si chiedono gli attivisti - Qualche fondo di verità ci deve essere, ma sembra che qualcuno abbia preso una palla al balzo. Crediamo che questa gestione dell’emergenza sia da contrastare, che chi ha un senso critico della realtà e delle cose dovrebbe lucidamente opporsi a questo processo di allarmismo e panico generale che hanno costruito ad hoc». Il gruppo dopo essere stato sgomberato dalla sede dell'ex Torrefazione Vescovi di via Vicenza continua a riunirsi tra il centro storico e la zona del Portello con le assemblee settimanali.

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