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GIOVENTU' BRUCIATA

Disagio giovanile, Grassi: «Non bastano le forze dell'ordine. Andremo nelle scuole»

Il prefetto ha ampliato la platea dell'osservatorio, incontrando rappresentanti di genitori, avvocati, esponenti della Chiesa, della Ulss 6 e professori del Bo

Grassi incontra il mondo del sociale, degli avvocati e del Bo per disinnescare il fenomeno delle risse tra giovanissimi. Oggi 17 marzo il prefetto Raffaele Grassi ha presieduto una riunione dell’osservatorio permanente sul disagio giovanile, che lui stesso ha recentemente istituito. «Il problema del disagio giovanile va affrontato a tutto tondo. Non bastano gli interventi delle forze dell’ordine» le parole di Grassi subito dopo la riunione. 

L'incontro

All’incontro, oltre ai vertici delle forze dell'ordine e all'assessora al sociale Marta Nalin, hanno partecipato anche Alessandro Callegari per il Dipartimento di Diritto Pubblico Internazionale e Comunitario dell’Università di Padova, il Direttore della neuropsichiatria infantile della Ulss 6 Euganea, i rappresentanti del Vescovo di Padova Claudio Cipolla, dell’Ordine degli avvocati e i referenti del Forum provinciale delle associazioni dei genitori. Come preannunciato nelle precedenti riunioni, il prefetto ha inteso ampliare la composizione dell’osservatorio, invitando a partecipare i rappresentanti di altre istituzioni e di associazioni che, in virtù delle specifiche e diversificate competenze, possono fornire un qualificato contributo nella trattazione del tema del disagio giovanile e nell’individuazione delle più efficaci linee di intervento.

Valutazioni

La riunione ha quindi consentito di acquisire ulteriori elementi di valutazione sulla portata del fenomeno, favorendo una proficua circolarità di informazioni, e di definire alcune iniziative che vedono, al centro, l’attività formativa presso gli istituti scolastici. L’osservatorio ha condiviso l’idea di tracciare percorsi educativi negli istituti scolastici della città e della provincia con iniziative che saranno calendarizzate dal Dirigente dell’Ufficio scolastico provinciale a partire dal prossimo mese di aprile. Sul punto un team integrato di professionisti (forze dell’ordine, esponenti dell’Università, dell’Ordine degli avvocati di Padova, psicologi della Ulss6 Euganea e servizi sociali competenti per territorio insieme a rappresentanti dei genitori) incontrerà gli studenti per affrontare gli aspetti più svariati connessi al tema della legalità.

Grassi

«E' necessario anche sostenere percorsi educativi che possano, in qualche modo, incidere sul problema in questione - ha sottolineato Grassi - .Ecco il perché della costituzione dell’osservatorio permanente, con l’invito al tavolo di istituzioni locali che possano sostenere i ragazzi in un percorso di crescita valoriale e culturale.
Bisogna ascoltare i giovani e, di conseguenza, l’intervento nelle scuole di rappresentanti delle Istituzioni e delle Forze dell’ordine, con docenti universitari e psicologi, nonché l’incontro con i genitori degli studenti ritengo possano essere le chiavi giuste per affrontare un fenomeno di estrema delicatezza».

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