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Lunedì, 3 Ottobre 2022
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Bar e ristoranti, stop dal primo maggio a green pass e mascherine anche al chiuso: la gioia di Appe

«Dopo l’allentamento delle linee guida, avvenuto lo scorso primo aprile, con l’eliminazione, ad esempio, del distanziamento, ora l’abolizione del Green Pass per l’accesso ai locali segna un ulteriore, importante e significativo ritorno verso la normalità»

«Finalmente!». È il telegrafico ma significativo commento di Erminio Alajmo, presidente di Appe - Associazione Provinciale Pubblici Esercizi di Padova, all’ordinanza con cui il Ministro della Salute ha eliminato l’obbligo di possesso di Green Pass per l’accesso alle attività di bar, ristorante, pizzeria, pasticceria e similari.

Green Pass

«Lo avevamo richiesto - conferma Alajmo - ancora a marzo, quando era stata sancita la fine del periodo di emergenza, specificando che ormai il certificato verde aveva esaurito il suo effetto di stimolo alla vaccinazione». Secondo l'associazione che rappresenta circa 1.500 pubblici esercizi a Padova e provincia sui 3.000 in attività, il venir meno dell’obbligo di verifica del Green Pass, che era stato introdotto ad agosto 2021, avrà ripercussioni positive su due fronti: da un lato, consentendo di usufruire dei servizi resi ai consumatori, anche a chi non è in possesso di certificazione; dall’altro, sollevando le imprese da un’incombenza (quella di verificare il Qr code) che comportava grande dispendio di tempo e risorse lavorative. «C’è poi un altro aspetto - sottolinea Alajmo - da tenere in considerazione, che è quello psicologico: dopo l’allentamento delle linee guida, avvenuto lo scorso primo aprile, con l’eliminazione, ad esempio, del distanziamento, ora l’abolizione del Green Pass per l’accesso ai locali segna un ulteriore, importante e significativo ritorno verso la normalità».

Mascherine

Un’altra importante modifica riguarda l’uso delle mascherine, che potranno essere tolte in gran parte dei luoghi chiusi, compresi bar e ristoranti, luoghi dove peraltro la mascherina poteva già essere tolta in precedenza, al momento del consumo degli alimenti e delle bevande. «Anche in questo caso - conferma Alajmo - finalmente si respira un po’ di “normalità” e l’Italia si allinea a molti altri paesi europei, con tutti i benefici risvolti dal punto di vista dell’appeal turistico di questa decisione: sarebbe stato assurdo vedere gli stranieri scegliere altre mete per le loro vacanze, magari influenzati da misure troppo restrittive applicate nel nostro Paese». Infine, un ultimo aspetto che l’Associazione degli esercenti ritiene importante per il settore rappresentato, riguarda la possibilità, per tutti i lavoratori, di poter svolgere la propria attività lavorativa, indipendentemente dal possesso o meno del Green Pass. «È inutile nasconderlo - dichiara il presidente Appe - anche nel nostro settore, così come in molti altri comparti produttivi, c’è una parte, seppur largamente minoritaria, di lavoratori che non si sono vaccinati: per costoro, dal prossimo primo maggio, sarà possibile tornare al lavoro, anche senza necessità di effettuare i tamponi per l’ottenimento del Green Pass nella versione base: è indubbio che, soprattutto in questo periodo dove trovare lavoratori sembra sia diventato quasi impossibile, si tratti di una piccola ma importante boccata d’ossigeno».

Ottimismo

Abolizione del Green Pass per entrare nei locali, venir meno dell’obbligo di mascherine anche al chiuso e rientro in servizio dei lavoratori non vaccinati sono tre aspetti che, sottolinea l’APPE, consentono di guardare ai prossimi mesi con briciolo di ottimismo. «Stimare - conferma Alajmo - quanto le nuove regole possano incidere sui fatturati dei pubblici esercizi è molto difficile, ma sommandole anche alle prime giornate primaverili, che invogliano i consumatori e uscire di casa e tornare a frequentare i nostri locali, ci permette di vedere un po’ di luce in fondo al tunnel, anche se permangono ancora le terribili problematiche collegate a un’inflazione che sembra davvero fuori controllo e le conseguenze deprimenti sui consumi e sulle presenze turistiche internazionali, legate al conflitto ucraino». Un’ultima battuta, il presidente Alajmo la riserva alle coppie che, nei prossimi mesi, celebreranno il loro banchetto nuziale al ristorante: «Finalmente potremo vedere le foto di sposi e invitati senza mascherina».

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