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Venerdì, 19 Aprile 2024
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Gli imprenditori donano 20 mila euro al Cuamm per portare cibo in Ucraina

E' stato solo uno dei momenti del viaggio compiuto da una delegazione di Confapi, guidata dal presidente Carlo Valerio e dal direttore Davide D’Onofrio, e rientrata in Italia nelle scorse ore

La consegna di un assegno da 20 mila euro al Cuamm, somma raccolta nell’ultimo anno dagli imprenditori padovani e destinata al progetto integrato di supporto alimentare e umanitario della popolazione civile ucraina, è stata solo uno dei momenti del viaggio compiuto da una delegazione di Confapi, guidata dal presidente Carlo Valerio e dal direttore Davide D’Onofrio, e rientrata in Italia nelle scorse ore. Raggiunta Suceava, in Romania, la delegazione si è spostata a Irpin, teatro negli scorsi mesi di alcuni dei più sanguinosi crimini commessi contro i civili, per poi raggiungere Kiev, capitale ucraina. Qui, sotto il coordinamento del Ceo del Cuamm Andrea Atzori, c’è stato l’incontro con i volontari della onlus, con la consegna di parte dei fondi raccolti dalla comunità imprenditoriale padovana, che ha deciso di affidarli alla responsabilità della prima Ong in campo sanitario riconosciuta in Italia.

Gli imprenditori

Il 2 giugno gli imprenditori hanno poi partecipato alla giornata celebrativa per ricordare la nascita della Repubblica Italiana nel rifugio dell’Hotel Intercontinental di Kiev, alla presenza delle istituzioni ucraine e italiane, organizzata dall’Ambasciata: nell’occasione, l’ambasciatore Pier Francesco Zazo ha sottolineato il forte legame che lega le due nazioni. In seguito, il presidente Valerio è intervenuto come relatore al Forum organizzato dalla Camera di Commercio nazionale ucraina del presidente Gennadiy Chyzhykov, già in passato ospite di Confapi, in collaborazione con i sindaci ucraini. Il viaggio, durato cinque giorni, ha toccato anche Chernivtsi, città al confine con la Romania drammaticamente svuotata dagli uomini in età di leva, col rientro attraverso Cracovia.

Ucraina

È stato stimato che la ricostruzione nei territori colpiti dalla guerra valga 411 miliardi e certo non potrà essere finanziata tutta da fondi pubblici. «Servono nuove infrastrutture, best practice di resilienza energetica, valutazioni tecniche su agricoltura, edilizia e trasporti», ha ricordato intervenendo al Forum il presidente Valerio. «Anche alla luce di tutto questo è necessario un percorso di riforme che Kiev dovrà portare avanti per garantire più legalità e trasparenza, creando un ambiente favorevole alla realizzazione dei progetti e l’adozione delle normative tecniche adottate in Europa. Dobbiamo continuare a lavorare per riattivare e incrementare le relazioni economiche augurandoci che questo assurdo conflitto termini quanto prima e che l’Ucraina possa rialzarsi e ripartire, come già sta provando a fare». Sul piano personale, Valerio evidenzia che «l’aspetto che più mi ha colpito in questi giorni è però legato all’orgoglio che abbiamo potuto cogliere nella popolazione incontrata e il senso di gratitudine verso chi arriva da altre zone d’Europa per dare una mano. La comunità internazionale deve fare tutto il possibile per questa causa. Per quanto ci riguarda, abbiamo fatto quanto potevamo grazie alla nostra Comunità, coesa e solidale, pronta a rimboccarsi le maniche».

Don Dante

Don Dante Carraro, Direttore del Cuamm, non ha mancato di ringraziare gli imprenditori di Confapi: «Allo scoppio della guerra in Ucraina, abbiamo sentito forte il richiamo a una solidarietà vicina, come già successo in occasione della pandemia in Italia. Così abbiamo provato a fare la nostra parte. Non certo da soli, ma con il supporto di chi ha creduto fortemente in noi e ha posto fiducia nel nostro intervento: comunità, gruppi, persone fisiche e partner istituzionali, internazionali e locali, come gli imprenditori di Confapi Padova che ci stanno aiutando nel supporto alimentare e umanitario alla popolazione ucraina», si legge nel suo intervento, scritto appositamente per l’occasione (e che alleghiamo nella sua versione integrale). «Un sostegno importante il loro, che è giunto a destinazione in questi giorni e di cui siamo grati: insieme a quello di altri ci permetterà di contribuire ad alleviare le sofferenze della popolazione ucraina, sempre in stretta collaborazione con le autorità locali. In Ucraina, pian piano l’intervento Cuamm da una zona si è allargata a 9 Oblast e oggi, grazie alla collaborazione con alcune ong locali, diamo sostegno a circa 42 strutture sanitarie. Distribuiamo farmaci agli ospedali, materiale sanitario, kit di generi alimentari e beni di prima necessità per gli sfollati interni e garantiamo supporto psicologico a chi è fuggito dalle zone più colpite dalla guerra».

La storia dell'unione

La missione è stata per Confapi Padova la terza dall’invasione russa dell’Ucraina, seguendo a distanza di un anno l’iniziativa umanitaria che ha visto l’associazione delle Pmi padovane e la locale Croce Verde guidare un convoglio di aiuti al confine orientale polacco. «È una crisi che riguarda tutti e in questi casi si risponde con la solidarietà», spiega il direttore di Confapi Padova Davide D’Onofrio. «Tutto quello che abbiamo portato nei precedenti viaggi, lo abbiamo raccolto grazie alla solidarietà di imprenditori e privati cittadini e attraverso i centri organizzati da volontari e autorità locali, che ringraziamo. In un momento come questo, in cui c’è grande attenzione alla gestione dei fondi legati al conflitto e alla ricostruzione, abbiamo voluto renderci conto con i nostri occhi dello stato delle cose. In questa fase il ruolo principale lo svolge il mondo della cooperazione internazionale, mentre bisognerà attendere ancora del tempo perché le piccole e medie industrie siano coinvolte direttamente nella ricostruzione, quando il conflitto consentirà di pensare alla fase successiva. Ma proprio per questo, oggi, dobbiamo monitorare quanto succede e provvedere a mantenere relazioni e a crearne di nuove». Già dal 2009 Confapi Padova intrattiene rapporti continuativi con l’istituzione del presidente Chyzhykov e, in particolare, con la Camera di Commercio di Donetsk, città oggi tristemente nota alle cronache per la guerra che sta sconvolgendo quei territori. Nel 2016 proprio il presidente Chyzhykov ha tenuto una lectio magistralis alla scuola di alta formazione di Confapi Padova, focalizzata sull’interscambio tra Italia e Ucraina. Più di recente, D’Onofrio, in occasione della visita del presidente del consiglio Giorgia Meloni a Kiev, ha avuto modo di incontrare imprenditori ucraini e diplomatici italiani, lavorando per giungere al protocollo d’intesa con la Ukrainian Chamber of Commerce and Industry, firmato a margine del summit Italia-Ucraina di Roma dal presidente nazionale di Confapi Cristian Camisa e dello stesso Chyzhykov.

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