Albignasego: Imu al 30 settembre senza sanzioni e senza interessi

Il provvedimento riguarda chi, a causa della pandemia, si trova in difficoltà economiche

Consiglio comunale d’urgenza sabato mattina ad Albignasego nel corso del quale è stata posticipata la scadenza della rata dell’Imu al 30 settembre, senza sanzioni e interessi, per chi si trovi in condizione di difficoltà economica, causata dalla chiusura delle attività legata alla pandemia di Covid-19.

Respiro

«Possono pertanto evitare la scadenza del 16 giugno, ormai prossima, nel caso avessero difficoltà a pagarla», annuncia il sindaco Filippo Giacinti, «offrendo loro un po’ di respiro fino al 30 settembre, nella speranza che per quella data si possa assistere a una ripresa economica». A beneficiare di questa proroga saranno i commercianti proprietari del proprio negozio rimasto chiuso per il lockdown, ma anche i proprietari di immobili che abbiano differito gli affitti per i commercianti conduttori, i cittadini dipendenti o partite Iva che abbiano subito un danno economico per l’assenza o la riduzione della propria attività lavorativa. «Si tratta di una proposta avanzata dall’Anci» aggiunge l’assessore al Bilancio, Federico Rampazzo, «che abbiamo voluto condividere e che nel Consiglio comunale di sabato è stata approvata con il voto dei gruppi di maggioranza e di minoranza del Pd e della Lega: la sola astensione è stata del M5S. Siamo quindi orgogliosi dell’obiettivo raggiunto grazie alla decisione dalla quasi totalità del Consiglio comunale».

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La Tari

Questo provvedimento va ad unirsi alla decisione già approvata nelle scorse settimane di differire dal 31 maggio al 31 luglio il pagamento della tariffa rifiuti Tari. «L’amministrazione -conclude l’assessore Rampazzo- ha chiesto agli uffici di fare una serie di simulazioni per vedere l’entità delle minori entrate in caso diminuzione della Tari o dell’Imu o un prolungamento della esenzione dalla Cosap per le attività rimaste chiuse durante l’emergenza sanitaria ma, ovviamente, tutto dipende dalle risorse che ci darà lo Stato perché già adesso, le minori entrate presunte dovute rischia seriamente di mettere a rischio i servizi essenziali».

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