Quattro riqualificazioni in una volta sola: maxi-intervento al complesso socio-sanitario Ai Colli

Una nuova sede del Centro diurno Archimede, ma anche nuova vita per la grotta dedicata alla Madonna di Lourdes e per la chiesa, dalla facciata meravigliosamente rinnovata con tanto di piazza polifunzionale nell'area antistante

La facciata rinnovata della chiesa

Una nuova sede per il Ceod Archimede, ma anche la riqualificazione e la valorizzazione del patrimonio culturale: laddove storicamente c’era una sofferenza cupa, nascosta, chiusa, ora si rafforza un luminoso senso del prendersi cura aperto alla città, che non scorda le sue radici, anzi le valorizza, modernizzandole.

Taglio nastro Ceod-2

Centro Diurno Archimede

Parliamo del Complesso socio-sanitario "Ai Colli" dell’Ulss 6 Euganea, che conosce una nuova importante stagione: prova ne è l’inaugurazione, avvenuta nella mattinata di lunedì 3 agosto alla presenza dell’assessore regione a sanità e sociale, della nuova sede del Centro diurno Archimede, servizio semiresidenziale gestito direttamente dall’Ulss 6, struttura che accoglie adulti con disabilità psicofisica e sensoriale, le cui potenzialità residue non consentono forme d’integrazione lavorativa protetta o percorsi di filiera in cooperative sociali. A loro il Centro Archimede offre molteplici attività educative, riabilitative, ludiche, culturali, d’assistenza, servizio mensa e trasporto, garantendo a ognuno un percorso personalizzato di presa in carico. Il Centro ha trovato posto nel Padiglione 3, interessato da un importante programma di recupero architettonico e funzionale su finanziamento della Regione del Veneto, con il prezioso contributo della Fondazione Cassa di Risparmio di Padova e Rovigo. L’intervento di ammodernamento ha privilegiato gli aspetti di fruibilità e accessibilità degli spazi, collocando al piano terra tre laboratori creativi, una palestra, la mensa, un’area relax e diverse stanze dedicate all’igiene personale.

Motto Ceod-2

Grotta e chiesa

Oltre alla nuova sede del Ceod, hanno trovato nuova vita ed espressione la grotta dedicata alla Madonna di Lourdes e la chiesa, dalla facciata meravigliosamente rinnovata, mentre nell’area antistante, adeguatamente sistemata, ora si delinea una piazza polifunzionale utilizzabile sia in parte come parcheggio ma anche e soprattutto come luogo di aggregazione per eventi e attività all’aperto. Le novità si inseriscono all’interno del maxi-intervento edilizio che, dal 2014 a oggi, ha interessato il Complesso Ai Colli per tranche e un valore complessivo di 5.600.000 euro, dei quali 4.250.000 messi a disposizione dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Padova e Rovigo. Nello specifico il Ceod è costato 1.270.000 euro, di cui 730.000 della Fondazione Cariparo. La filosofia che sottende l’operazione è chiara, e coniuga, intersecandole tra loro, le “4C”: Colli, Cura, Ceod, Cultura.

La Grotta della Madonna-2

Gli interventi

Nello specifico per quanto riguarda la facciata della Chiesa, costruita nel 1956 su progetto dell’architetto Sergio Pasqualotto, l’intervento ha comportato la sostituzione integrale della vetrata, il rifacimento dell’impermeabilizzazione della copertura, la messa in sicurezza delle pensiline di ingresso, la sostituzione del portone principale, oltre al recupero delle pietre delle fioriere alla base dell’ingresso stesso. Costruita nella prima metà del 1950 presso i giardini dell’ospedale, la Grotta della Madonna di Lourdes si configura come un’opera monumentale realizzata a ricordo del centenario mariano, in occasione della visita pastorale del Vescovo di Padova Monsignor Girolamo Bartolomeo Bortignon. Prima del recente restauro, versava in condizioni di forte degrado, essendo parzialmente crollata e ricoperta da folta vegetazione arborea. L’intervento è consistito nell’eliminazione della vegetazione, nel rinforzo della coesione dei massi, nel ripristino di una cascatella e di un impianto di illuminazione. Infine, ai piedi della grotta, sono stati ripristinati il camminamento e l’area prospiciente.

La Chiesa 2-2-2

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Il commento

Afferma Domenico Scibetta, direttore generale dell'Ulss 6 Euganea: «Il Complesso Ai Colli è oggi sempre più una struttura sociosanitaria di riferimento, oltre che un bene architettonico protetto da vincolo monumentale. Sin dal 1907, anno di fondazione, il Complesso ha sempre saputo riflettere i tanti mutamenti nella storia della città di Padova. Centro psichiatrico d’avanguardia nel decennio anteguerra, la struttura divenne uno degli ospedali militari più importanti d’Italia durante il primo conflitto mondiale, dando ospitalità a oltre 1.700 soldati giunti traumatizzati dal fronte. Con l’approvazione della “Legge Basaglia”, il Complesso Ai Colli cambiò ancora una volta pelle per seguire lo spirito del tempo, diventando quel centro polifunzionale che è tutt’oggi un tassello fondamentale nella filiera “corta” della sanità padovana. Qui si registrano infatti più di 1.000 accessi al giorno e oltre 400 mila prestazioni annuali. Per accedere ai 62 servizi offerti dal Complesso ai Colli, un padovano su due vi si reca almeno una volta ogni anno». Il manager ha quindi ringraziato i progettisti, i tecnici e tutti coloro che a vario titolo hanno contribuito alla realizzazione della nuova sede del Centro Diurno “Archimede”, al recupero e alla valorizzazione della Chiesa del Complesso Sociosanitario ai Colli e della sua grotta dedicata alla Madonna di Lourdes: «Un grazie alla Fondazione Cassa di Risparmio di Padova e Rovigo per aver creduto e finanziato il progetto di recupero edilizio del Padiglione 3 che oggi ospita il Centro e alla Regione del Veneto per aver accolto favorevolmente la proposta progettuale da noi avanzata. È nel Dna del Complesso offrire assistenza ai più fragili tra i fragili, così come aprirsi al resto della città e ai suoi abitanti in uno scambio osmotico costante. Il nostro impegno a potenziare e migliorare l’offerta dei servizi sanitari e sociosanitari non può essere disgiunto dalla conservazione e valorizzazione del proprio patrimonio artistico e culturale che testimonia della nostra storia, la cui memoria intendiamo restituire alla comunità. Di qui è sempre passata la storia, e mediante opere di restauro come quella oggetto di inaugurazione odierna, sono certo continuerà a farlo per molti anni a venire. Mentre risuona in sottofondo nelle nostre orecchie quell’Eureka!, dal greco “ho trovato”, pronunciato da Archimede, il Siracusano: in questo caso il Complesso Ai Colli ha trovato una sua identità sempre più delineata, di prossimità assistenziale e continuità storica e culturale con la città di Padova».

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