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Innocenti: «Teniamo aperti i patronati parrocchiali per bambini e famiglie»

Finita la campagna elettorale, il gruppo di TornaPadova cerca di rimanere sui temi e prova ad occuparsi di uno dei temi più estivi

La campagna elettorale è alle spalle, ma il movimento civico TornaPadova, in corsa alle scorse elezioni 2022, guarda già oltre e intende portare avanti concretamente alcune istanze sostenute nei mesi scorsi. Una di queste è la richiesta all’amministrazione comunale che i patronati restino aperti e sorvegliati durante l’estate, a favore di quei bimbi e ragazzi che rimarranno in città. Alcuni di questi sono attivi per i centri estivi, altri no.

Innocenti

«Per noi quella della vicinanza alle famiglie con figli piccoli e adolescenti è una priorità - dice Lorenzo Innocenti, leader del movimento e candidato sindaco - e il fatto di non essere riusciti a entrare in consiglio comunale non ci impedisce di continuare a fare politica. La maggior parte delle tantissime liste che hanno corso alle elezioni sono scomparse dal territorio, mentre noi di TornaPadova intendiamo rimanere presenti, alla nostra maniera: portando proposte ed evitando polemiche. Il tema è decisivo: tanti giovani e giovanissimi padovani non andranno in vacanza o lo faranno le due sole settimane a cavallo di Ferragosto e allora chi amministra la cosa pubblica deve preoccuparsi di offrire loro alternative alla noia, all’ipad o ai centri estivi. I centri estivi sono un costo spesso insostenibile per le famiglie, mentre i grest parrocchiali rappresentano una valida alternativa grazie ai costi notevolmente calmierati. Il problema è che molte parrocchie da sole non riescono a organizzarli o anche semplicemente a tenere aperto a luglio e agosto».

Il centro

«Io sono consigliere parrocchiale a Santa Sofia e lì il patronato - racconta Innocenti - aperto durante l’anno tutti i giorni dalle 15 alle 19, resterà chiuso per i prossimi due mesi per mancanza di personale disponibile. Il grest, fra Covid e mancanza di animatori, non si fa da tre estati. E questo proprio nei mesi in cui il bisogno sarebbe maggiore, in assenza della scuola, dello sport, delle compagnie e di iniziative sportive e culturali per i ragazzi. Ad oggi la gestione dei mesi estivi per le famiglie con figli è del tutto estemporanea e demandata ai singoli individui, quando secondo noi servirebbe una regia pubblica che desse risposte strutturali e non emergenziali. Una soluzione potrebbe essere quella di mettere in contatto le parrocchie interessate con le tante associazioni e società sportive del territorio, cosa che il Comune potrebbe fare con facilità. Associazioni e club sportivi potrebbero mettere a disposizione i propri associati e tecnici, facendo conoscere le proprie attività e promuovendo così la propria azione. Le parrocchie invece aprirebbero le porte delle proprie strutture, merce rara in città. Insieme si offrirebbe un servizio alla collettività, in un momento di grave emergenza economica e sociale».

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