Istituto oncologico: visite, tamponi e assunzioni per fronteggiare il Coronavirus

Lo Iov fa il punto sulla situazione dell'emergenza sanitaria e sulle pratiche adottate per garantire la sicurezza dei pazienti e del personale nelle strutture di Padova e Castelfranco

Il direttore generale Giorgio Roberti e il direttore sanitario Maria Giuseppina Bonavina

Quasi mille visite al giorno, tamponi su metà del personale e nuove assunzioni. Sono le disposizioni straordinarie adottate dall'Istituto oncologico Veneto nel periodo dell'allerta Covid-19.

Misure e numeri

Il direttore generale Giorgio Roberti e il direttore sanitario Maria Giuseppina Bonavina hanno ribadito la massima attenzione alla salvaguardia della salute tanto verso i pazienti oncologici (che da tutta Italia si rivolgono alle cure dello Iov), quanto verso il personale sanitario. Attenzione che passa attraverso la sospensione delle attività di libera professione e di quelle non urgenti, pur garantendo la consueta disponibilità per tutte le altre prestazioni sanitarie con carattere di necessità. Ecco dunque che a Padova sono poco meno di mille i pazienti che quotidianamente accedono alla struttura per visite e trattamenti di radioterapia e chemioterapia insieme ai 200 registrati a Castelfranco Veneto (Treviso). Il supporto ai pazienti è inoltre garantito dal potenziamento dei servizi via telefono e e-mail con cui avere consulenze con i medici di riferimento e inviare e ricevere gli esiti degli esami. In tutta Italia è poi stato attivato il servizio di consegna dei farmaci a domicilio. Per quanto riguarda l'accesso fisico alle cure, disposizioni stringenti sono applicate agli accompagnatori, che salvo rare eccezioni, non sono più ammessi all'interno per ragioni di sicurezza.

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Tamponi, assunzioni e posti letto

Massima attenzione è rivolta alla salute del personale con la metà dei dipendenti (poco meno di 800) già sottoposti a tampone, il 1,5% dei quali è risultato positivo. Costante il monitoraggio, come pure la fornitura di dispositivi di protezione adeguati. Alcune positività sono state riscontrate anche nei pazienti, ma non si registrano casi gravi se non un paio. Per far fronte all'emergenza sono stati recentemente assunti dieci fra medici e infermieri mentre sono aumentati di undici unità i posti letto di terapia intensiva e non fra Padova e Castelfranco.

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