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La Diocesi di Padova: «Imbarazzo per la cittadinanza onoraria a Bolsonaro». E dal Santo provano a respingerlo

Il presidente del Brasile lunedì è atteso ad Anguillara Veneta per ritirare il riconoscimento approvato dai leghisti. E' prevista poi una tappa a Padova, dove ha chiesto di fare visita al Santo. Da sempre in guerra con Papa Francesco, il Capo di Stato sembra quindi ospite indesiderato dalla Chiesa. Nessun comitato di accoglienza neanche dal sindaco Giordani e la giunta

«Bolsonaro si faccia promotore di politiche rispettose della giustizia, della salute, dell’ambiente, soprattutto per sostenere i poveri. Non nascondiamo che il conferimento della cittadinanza onoraria ci ha creato forte imbarazzo, stretti tra il rispetto per la principale carica del caro paese brasiliano e le tante e forti voci di sofferenza che sempre più ci raggiungono, e non possiamo trascurare, gridate da amici, fratelli e sorelle». La Diocesi di Padova prende le distanze dal riconoscimento della cittadinanza onoraria al presidente del Brasile, Jair Bolsonaro.

Conflitto con Papa Francesco

Poteva far cadere tutto nel silenzio, e invece la visita prevista per lunedì prossimo ad Anguillara Veneta insieme alla moglie e ad alcuni familiari dei ministri, per ritirare il riconoscimento e il possibile passaggio al Santo, ha costretto la Chiesa a far capire quanto sia indesiderato. Bolsonaro ha previsto una visita a Sant'Antonio nel pomeriggio del 1 novembre, ma il Rettore Ramina e il Vescovo hanno già fatto sapere che non ci sarà nessun comitato d'accoglienza per lui (nel pomeriggio si è tenuto un vertice in Prefettura anche con la sindaca di Anguillara Veneta, Alessandra Buoso). Bolsonaro è da sempre in guerra con Papa Francesco e i missionari italiani in Brasile raccontano di soprusi, violenze e gestione sconsiderata del paese anche in periodo di pandemia. Ad organizzarla è stato Luis Roberto di San Martino Lorenzato di Ivrea, deputato della Lega italo-brasiliano. «Il legame tra la terra veneta e, nello specifico padovana, con il Brasile è molto forte per la grande storia migratoria, per le relazioni mantenute con gli oriundi, e per la presenza missionaria diocesana e di diverse famiglie religiose che vivono il loro servizio in quel paese» scrive la Diocesi in una nota «e non possiamo dimenticare, in particolare, le testimonianze pagate con il sangue del comboniano padre Ezechiele Ramin e del fidei donum don Ruggero Ruvoletto, e neppure la sintonia e l’amicizia personale ed ecclesiale con i vescovi del Brasile, che proprio in questi mesi stanno denunciando a gran voce violenze, soprusi, strumentalizzazioni della religione, devastazione ambientali e l’aggravarsi di una grave crisi sanitaria, economica, etica, sociale e politica, intensificata dalla pandemia».

Freddezza dalla giunta Giordani

Nessun comitato di accoglienza neppure dall'amministrazione comunale, nonostante si tratti del Capo di Stato di uno dei ma. Fonti di Palazzo Moroni hanno fatto sapre che lunedì il sindaco Sergio Giordani ha una ricca agenda di impegni legati al suo impegno amministrativo e nessuno di questi avrà a che fare con la vista privata di Jair Bolsonaro. Nel frattempo, qualora dovesse essere confermata la sua presenza anche a Padova, il comitato di accoglienza potrebbe trovarlo in Prato della Valle, dove i centri sociali, le siglie studentesche e sindacali più a sinistra, si stanno organizzando per bloccarne l'eventuale passaggio.

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