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Manifestazioni contro la violenza sulle donne, mele marce contro la Prefettura

Nei giorni scorsi Francesco Messina aveva messo in dubbio i numeri relativi ai femminicidi, scorporandoli dagli omicidi di donna. Dure reazioni anche da legali ed esponenti di associazioni, che hanno poi scatenato scalpore anche tra gli studenti

Si sono ritrovati alle 9 in stazione, almeno in tremila, che hanno poi dato vita a un corteo colorato e partecipato. La prima di una lunga giornata caratterizzata da mobilitazioni, iniziative, flash mob, fiaccolate in tutta la provincia ha preso il via dal piazzale della stazione, a Padova. «Oggi tantissimi studenti sono scesi in piazza, dalle scuole alle università, in una giornata simbolo della lotta contro la violenza sulle donne, ma la giornata di oggi non basta, non ci bastano i simboli e le commemorazioni, le strade e le piazze. Vogliamo tutto, vogliamo un lavoro che parta anche da dentro le scuole e le università sull'educazione al consenso, all'affettività e alla sessualità. Abbiamo bisogno di educarci con professionisti, educatori, psicologi, sociologi che sappiano andare in profondità e siano esperti di tematiche di genere, in modo da estirpare il problema alla radice. Dobbiamo ricostruire una società ripartendo dalle scuole e dagli atenei, senza subappaltare l'educazione e la decostruzione alla sensibilità del singolo. Abbiamo un problema collettivo e come tale va affrontato» dichiara Teresa Cozzi, Senatrice Accademica con Usu. Durante la manifestazione sono state gettate anche mele marce contro la Prefettura, dove ci sono gli uffici del prefetto Francesco Messina. Messina aveva dichiarato tre giorni fa che in realtà i femminicidi sono in calo, spiegando tecnicamente la differenza con gli omicidi di donna. Le sue dichiarazioni avevano scatenato reazioni sia da parte del mondo dell'avvocatura che da Amnesty. Oggi il rincaro da parte degli studenti, che se la sono presi anche con il ministro Valditara.

Contro prefetto e ministro

«Come studenti stiamo riflettendo molto sulle parole e le proposte del ministro Valditara, e sono vergognose oltre che insufficienti - dichiara Viola Carollo della Rete Studenti Medi di Padova - Il Ministro parla di un progetto rivoluzionario, poi si scopre che si tratta di gruppi extrascolastici, a partecipazione volontaria, che di conseguenza escludono dalla partecipazione proprio gli studenti che ne avrebbero più bisogno. Scopriamo che a fargli da consulente è un luminare che nei suoi libri parla di "donne cattive come il diavolo. Stiamo facendo i conti con una violenza sistemica e culturale, subendola sui nostri corpi mentre il ministero pensa che la soluzione possa essere quella di informare gli studenti sulle conseguenze legali? Questa non è prevenzione, è l'ennesimo imbarazzante tentativo di spostare l'attenzione dal reale piano culturale su cui questa violenza poggia: il patriarcato».

Manifestazionestudenti 25novembrea

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