Rinnovato il protocollo d’intesa per affidare piccoli lavori di tinteggiatura ai carcerati di Padova

Provincia, Casa di Reclusione e associazione onlus “Gruppo operatori carcerari volontari” rinnovano il protocollo d'intesa: dopo Belzoni e Fermi dovrebbe toccare al Curiel

Carcerati al lavoro lo scorso anno per tinteggiare le pareti dell'Istituto "Fermi"

Provincia, Casa di Reclusione e associazione onlus “Gruppo operatori carcerari volontari” (Ocv di Padova) rinnovano il protocollo d’intesa per consentire ai detenuti del carcere di fare lavori di tinteggiatura e piccola manutenzione negli edifici scolastici di competenza provinciale.

Rinnovo

Il documento - che rientra nel progetto “Detenuti per la Scuola” e resterà valido per due anni - è stato firmato martedì 23 giugno dal presidente della Provincia di Padova Fabio Bui, dal consigliere provinciale all’Edilizia scolastica Luigi Bisato, dal direttore della Casa di Reclusione di Padova Claudio Mazzeo e dalla vice presidente dell’Ocv di Padova Chiara Fuser. Spiega Fabio Bui: «È un progetto che ci ha dato grande soddisfazione per il messaggio positivo e di rigenerazione verso chi sta scontando una pena in carcere e verso gli studenti che poi utilizzano le classi ridipinte. Ma è anche un’iniziativa che oggi assume ancora più valore visto che gli edifici scolastici hanno bisogno di interventi e migliorie continue per dare ai ragazzi ambienti salubri e curati. L’emergenza sanitaria credo abbia fatto capire a tutti che bisogna avere a cuore la propria comunità e fare ognuno la propria parte per tenere in piedi i servizi e i luoghi pubblici. Ci siamo improvvisamente accorti di quanto importante sia avere una scuola moderna e rinnovata, oltre ad ospedali, strade, mezzi e tecnologie. Ringrazio il direttore del carcere e i volontari carcerari perché credono nel recupero delle persone e nell’importanza di dare una chance anche a chi sbaglia inserendoli in progetti di valenza locale. È una visione che condividiamo e che come Provincia volentieri promuoviamo».

L'iniziativa

Si tratta di un’iniziativa che viene rinnovata per la terza volta dopo le aule ridipinte dai carcerati al Belzoni nel 2018 e al Fermi nel 2019. Il progetto rientra infatti tra gli obiettivi pedagogici che la Casa di Reclusione porta avanti per offrire, mediante il lavoro all’esterno, opportunità di formazione professionale e di esperienze utili al reinserimento sociale. L’accordo prevede che la direzione del carcere selezioni i detenuti idonei alle attività da svolgere su base volontaria, a titolo gratuito e tra coloro che hanno effettuato il corso di formazione. Il programma del trattamento viene poi vagliato dal Magistrato di Sorveglianza che concede ai carcerati di uscire per recarsi sul luogo di lavoro. La Casa di reclusione effettua i controlli, fornisce i dispositivi di sicurezza e rimborsa i detenuti di eventuali spese sostenute (biglietto del bus, pranzo) nei limiti del contributo erogato dalla Provincia. Afferma Luigi Bisato: «Come amministrazione saremo noi ad individuare l’Istituto scolastico dove saranno svolti i lavori, oltre ad approvare il piano delle opere da fare. Si partirà già attorno a luglio e l’Istituto dovrebbe essere il Curiel di Padova. Le due edizioni precedenti sono state un successo, i detenuti hanno fatto anche più di quanto era stato assegnato con grande professionalità e dedizione. Sicuramente anche quest’anno troveremo collaborazione e molta voglia di fare, sono persone che hanno sbagliato, ma che meritano una chance di riscattarsi di fronte alla comunità. Come Provincia effettueremo anche dei controlli e ci impegniamo a segnalare a terzi i detenuti che si sono distinti nell’attività per eventuali possibilità di lavoro».

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Curiel

L’Istituto scolastico individuato accoglierà giornalmente i detenuti, consegnerà materiali e attrezzature, oltre a seguire lo sviluppo dei lavori. La scuola predisporrà un foglio presenza e comunicherà eventuali problemi nello svolgimento delle opere. Aggiunge il direttore Mazzeo: «Si tratta di un’iniziativa che negli anni scorsi ha trovato grande entusiasmo anche tra i carcerati, per questo abbiamo voluto renderla più stabile nel tempo. Infatti adesso il progetto durerà due anni, dunque avremo la possibilità di fare anche qualche lavoro in più. È un’iniziativa importante perché oltre alla funzione rieducativa, ha anche il merito di responsabilizzare i detenuti come hanno peraltro testimoniato loro stessi sia lo scorso anno che quello precedente». L’associazione Ocv di Padova assisterà i detenuti e curerà i rapporti tra l’area educativa del carcere, la Provincia e la scuola per far sì che tutta l’attività sia svolta al meglio. Ogni ente seguirà, per la propria parte, anche i vari procedimenti burocratici come previsto nell’accordo.

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