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Lunedì, 6 Dicembre 2021
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Le guide turistiche contro Colasio: «Città Unesco che gestisce male gli ingressi ai musei civici»

Silvia Graziani, referente per il Veneto di Gti chiede all'assessore: «Qual è la metrica di valutazione, quindi i requisiti, sulla cui base, in risposta alle istanze degli operatori, continua a dichiarare l'assenza di problemi?»

«Domenica 31 ottobre, giorno di festa in un week end di ponte, il Museo Civico degli Eremitani, che funge anche da biglietteria per la Cappella degli Scrovegni, vedeva un solo addetto alla casa. Risultato? Una fila lunghissima, per l'ingresso a due siti, con difficoltà, per chi aveva la prenotazione, di ritirare lo stesso ticket. Mancava infatti una figura dedicata. E questo è solo l'ultimo episodio, in ordine cronologico, di una serie di disservizi che si registrano in una città che sta registrano un importante afflusso di turisti grazie anche ai recenti riconoscimenti per i cicli pittorici trecenteschi da parte dell'Unesco, ma che poi delude gli stessi sul fronte 'funzionalità'». Così Silvia Graziani (in foto in basso), referente per il Veneto di Gti-Guide Turistiche Italiane, che ammonisce l'assessore competente, Andrea Colasio.

Gestione Musei civici

«Vorrei sapere qual è la metrica di valutazione, quindi i requisiti, sulla cui base, in risposta alle istanze degli operatori, continua a dichiarare l'assenza di problemi» prosegue Graziani. La questione si inserisce nella richiesta, sollecitata da più parti, di indire una gara internazionale per la gestione dei Musei Civici. «Non ci si può fare pregio di essere patrimonio Unesco - l'affondo di Graziani - senza essere all'altezza del riconoscimento e delle aspettative di chi viene a visitare una città bellissima, ma in cui non c'è un punto di carico e scarico per i gruppi perché la si concepisce a misura di turisti individuali. In cui la gestione dei siti non è uniforme perché le competenze sono diverse. In cui lo stesso Palazzo della Ragione viene utilizzato perlopiù per eventi, senza che gli operatori turistici vengano avvisati e divenendo di fatto non accessibile. Serve una visione ampia, fatta anche di comunicazione per la fruizione del patrimonio, oltre che di servizi funzionanti. Altrimenti Padova sarà ricordata come bella ma non fruibile».  

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