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Mercoledì, 26 Gennaio 2022
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Legambiente: «Stralcio aree verdi va inserito anche nel Piano di Assetto Territoriale»

Sergio Lironi, Presidente onorario di Legambiente non vuole correre rischi: «Tagliare 3,5 milioni di metri quadri edificabili rispetto al precedente analogo Piano urbanistico è una scelta estremamente importante. Per questo ci vuole anche questo passaggio»

Il Piano degli Interventi (P.I) è lo strumento di regolazione urbanistica che sostituisce i piani regolatori (PRG). Commissionato mesi fa dall’Amministrazione all’Architetto Boeri e presentato Lunedì 29 novembre. «Se non interverranno modifiche fino alla sua approvazione – commenta Sergio Lironi, Presidente onorario di Legambiente-  taglierà 3,5 milioni di metri quadri edificabili rispetto al precedente analogo Piano urbanistico. Una scelta estremamente importante che va nella direzione sempre auspicata da Legambiente: la riduzione del consumo di suolo, aumentato di 2 milioni di mq negli ultimi dieci anni, accompagnata dalla salvaguardia del verde».

Monito

«Ma attenzione – avverte Lironi. Il Piano degli Interventi ha una validità quinquennale e la legislazione regionale consente con relativa facilità l’approvazione di Varianti in corso d'opera che possono snaturare questa  impostazione. Per consolidare il taglio alla cementificazione Legambiente chiede che lo stralcio delle aree venga effettuato anche nel PAT - Piano di Assetto Territoriale- che è gerarchicamente sovraordinato al P.I, ma vistosamente sovradimensionato nelle previsioni demografiche».

Scelte

«Al P.I . sono delegate molte scelte fondamentali non solo per il nuovo disegno della città, ma anche per l'economia, le relazioni sociali e la qualità dell’abitare. Tra queste in particolare quelle relative:  al recupero ed alla rigenerazione di parti importanti del contesto urbano;    al disegno di città policentrica articolata in quartieri e rioni caratterizzati da un mix di funzioni;   alle regole d’intervento che promuovono la qualità architettonica ed ambientale insieme  al potenziamento degli spazi verdi, come la Prandina. Sono scelte – chiede Legambiente - su cui è essenziale che si apra, prima di passare agli atti amministrativi,  un approfondito dibattito pubblico, perché avranno profonde ripercussioni su molti aspetti della vita cittadina  e sull'ambiente urbano».

Transizione ecologica

«In particolare l'indicazione contenuta nel P.I. di una “Città dei 15 minuti” offre l'occasione per una vera transizione ecologica di Padova. Ovvero per riorganizzare complessivamente la vita urbana, fornendo condizioni abitative e sicurezza a giovani e anziani. Soprattutto assicurando in ogni quartiere servizi  sociali, sanitari, amministrativi, culturali e aggregativi, oggi spesso assenti.  Ma anche spazi per attività che ricostruiscano il tessuto sociale, la vita comunitaria. Infine alcuni brani di città possono essere liberati dalla inquinante presenza del traffico con nuove piazze verdi. Saprà l’Amministrazione realizzare questa irripetibile opportunità coinvolgendo finalmente anche i cittadini?», conclude Lironi.

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