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Lo Zooprofilattico delle Venezie stabilizza 36 collaboratori

L'annuncio ieri 5 aprile direttamente dalle parole del direttore generale dell'istituto Antonia Ricci: «Per migliorare l’attività di ricerca e prevenzione sono necessari investimenti costanti sia a livello umano che infrastrutturale»

L’istituto zooprofilattico sperimentale delle Venezie ha stabilizzato in totale 36 tra collaboratori e collaboratrici, 25 donne e 11 uomini. Si tratta di 16 ricercatori e di 20 persone di supporto alle attività di ricerca. L’importante passaggio è stato annunciato ieri, 5 aprile, dal direttore generale Antonia Ricci nel corso della presentazione del piano strategico 2024-2026 dell’istituto. Il consolidamento dal punto di vista del personale è finalizzato a migliorare la qualità della ricerca scientifica e sanitaria, e a potenziare le attività dei laboratori. 

Il bilancio

Negli ultimi tre anni infatti l’istituto zooprofilattico sperimentale delle Venezie è cresciuto in maniera esponenziale nell’attività di ricerca, rivolgendo grande attenzione agli scenari internazionali in continuo mutamento. I numeri parlano di 315 progetti di cooperazione e ricerca nazionali e internazionali finanziati per oltre 22 milioni di euro, 795 pubblicazioni scientifiche e contributi a convegni. Un’attività di laboratorio che supera il milione di analisi all’anno e una media di 800 controlli giornalieri sugli alimenti di origine animale e vegetale, in un’ottica One Health per la tutela della salute collettiva.

L'importanza delle risorse umane

«Le persone sono il vero valore del nostro istituto – afferma Antonia Ricci - un patrimonio incredibile di competenze riconosciute a livello nazionale e internazionale, a cui si aggiungono il senso di appartenenza e la passione per il proprio lavoro, due punti di forza che riescono sempre a fare la differenza. Con questa squadra affronteremo il futuro, certi che  sapremo sempre migliorare ed essere un punto di riferimento per la sanità pubblica veterinaria a livello territoriale, nazionale e internazionale». I collaboratori e le collaboratrici assunti hanno maturato, al 30 giugno 2023, almeno tre anni di servizio, anche non continuativi, negli ultimi otto anni, alle dipendenze di un ente del servizio sanitario nazionale, con rapporti di lavoro flessibile o borse di studio. 

Gli obiettivi

Per il futuro Antonia Ricci ha poi indicato i principali obiettivi che l’istituto si è prefissato per il prossimo triennio, ovvero la risposta alle emergenze sanitarie come influenza aviaria, malattie trasmesse da vettori e peste suina africana, con uno sguardo attento anche a tematiche più recenti come la lotta alle microplastiche e ai contaminanti ambientali, il benessere in acquacoltura, la cooperazione veterinaria internazionale. Un settore non meno strategico è infine il rapporto coi privati, grazie a una serie di servizi innovativi rivolti al settore agroalimentare, che vanno dalla chimica sperimentale alla produzione di vaccini stabulogeni, con l’obiettivo di aiutare le filiere produttive ad essere più competitive, coniugando qualità e sicurezza. «Per migliorare l’attività di ricerca e prevenzione sono necessari investimenti costanti sia a livello umano che infrastrutturale – ha proseguito – e per questo chiediamo alle istituzioni di continuare ad affiancarci a livello di finanziamenti e supporto».

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