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La ritrovata lettera del 1893 delle Terme di Abano: portafortuna della nuova stagione

Un reperto di 128 anni fa ora nelle mani di Ida Poletto, titolare dell’Hotel Abano Ritz che la stringe come un amuleto portafortuna in apertura di stagione

15 maggio 1893 è la data impressa sulla lettera inviata dallo stabilimento Dozzinanti di Abano Terme alla Congregazione di Carità di Cento a Ferrara. Un reperto di 128 anni fa ora nelle mani di Ida Poletto, titolare dell’Hotel Abano Ritz che la stringe come un amuleto portafortuna in apertura di una stagione che ne ha particolarmente bisogno.

Ritrovamento prezioso

«Un ritrovamento per me particolarmente prezioso, per i contenuti che esprime, ormai ampiamente sviscerati nel boom del turismo termale successivo e nella ricerca scientifica che ne è seguita. Nel 2017, per il 50° anniversario dell’Hotel Abano Ritz, abbiamo raccolto tanti ricordi del nostro albergo e del territorio cui appartiene, mettendoli in esposizione per tutti i visitatori. Questo ritrovamento epistolare si aggiungerà alla collezione impreziosendola con un pezzo di vita di una delle prime strutture termali euganee esistenti». Sulla missiva si legge: “Illustrissimo Signore, la direzione delle Terme di Abano si pregia recare a di lei notizia che anche in questo, come nei decorsi anni, sarà aperto alle cure dei bagni e fanghi termali lo Stabilimento Dozzinanti. Questo speciale reparto è destinato più specialmente alla cura degli infermi indigenti, ed è perciò in particolare modo designato alla serie attenzione di tutti i Comuni, Pubblici Istituti di Beneficenza, Spedali ed altri Corpi intesi al pubblico bene ed a sovvenire i poveri”.

Cura delle artriti

Così apre la lettera che procede spiegando come le acque e i fanghi termali di Abano siano efficaci nella cura delle artriti, reumatismi articolari e muscolari, contratture, traumi di lussazioni di fratture, affezioni nervose, dermatosi e numerose altre patologie che in molti casi oggi non fanno parte di quelle garantite dalle prestazioni offerte dal Servizio Sanitario Nazionale, ma che ancora sono curabili o lenibili alle terme. «Leggo una notevole sensibilità e attenzione verso l’impiego di un “pubblico bene” la cui “celebrata efficacia” era ben nota anche al mondo accademico post-illuminista – spiega il direttore del Centro Studi Termali Pietro d’Abano, Fabrizio Caldara. - In un testo del 1844 il Prof. Francesco Ragazzini, medico e chimico patavino di adozione, definisce la risorsa termale come fonte di “prodigiosi risanamenti” e tanto nota che “per la cura di croniche malattie traeva sul cominciare di estate una folla di gente dai più lontani paesi”. Se è vero che la ricerca scientifica di oggi ha consolidato le indicazioni terapeutiche di acque e fanghi termali con importanti pubblicazioni, non per questo dobbiamo dimenticare le pragmatiche testimonianze del passato. Il documento cita le tipiche problematiche articolari, le contratture muscolari, le affezioni chirurgiche, cioè cicatrici e ferite, i postumi di traumi, fratture, lussazioni, come parte di un repertorio ricco e probabilmente da riscoprire. Ringrazio Ida Poletto per il merito di averci restituito un frammento di storia locale che mai come in questo momento ci può incoraggiare a guardare oltre».

Scopo umanitario

La missiva spiega come lo stabilimento abbia uno “scopo umanitario, adoperandosi all’incremento di esso”. L’apertura è per il solo periodo estivo, dal 1° giugno al 31 agosto, e la durata normale della cura è fissata in 15 giorni, allora come ora, e si invita a non abbreviarla per non limitarne l’efficacia, suggerendo di approfittare del mese di giugno, meno richiesto dai vacanzieri. Spiega, poi, i costi della retta quotidiana di lire 350 comprensiva dell'alloggio in dormitorio con separazione dei due sessi ed il vitto composto di tre pasti giornalieri, cura termale, massaggi ed assistenza medica. «La frase che prediligo – sottolinea il presidente di Federalberghi Terme Abano Montegrotto, Emanuele Boaretto – è quella che recita “I risultati avuti dalla cura delle acque e fanghi di Abano sono innumerevoli ed universalmente noti, così da essere superfluo illustrarli” quasi a dire l’ovvio. È il segno di un tempo in cui si guardava alla sostanza di cosa faceva star bene e ci si affidava con fiducia. Sicuramente oggi continuiamo ad arricchire di significato quel benessere termale, a dimostrarlo dettagliatamente e scientificamente, come giusto, sia nella cura che nella prevenzione. Ciò non toglie che chiunque si sottoponga ad un trattamento termale, sia anche un semplice tuffo in piscina, ne tragga un evidente stato di benessere allora come ora».

Lettera Stabilimento Dozzinanti 2-2

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