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Lettera intimidatoria a Il Mattino dopo gli scontri in piazza, solidarietà ai nostri colleghi

La redazione di PadovaOggi esprime la propria vicinanza ai colleghi della redazione de Il Mattino di Padova e al giornalista Enrico Ferro

Sulla scorta della nota pubblicata oggi dal Sindacato Giornalisti Veneto, anche la nostra redazione manifesta la propria solidarietà nei confronti de Il Mattino e del suo giornalista Enrico Ferro, destinatari di una lettera intimidatoria.

La lettera fa riferimento alle polemiche sorte nelle scorse settimane, in seguito ai fatti di piazza del 29 marzo che hanno visto gli attivisti della sinistra protagonisti di un corteo non autorizzato, poi caricato dalla polizia, allestito in risposta al via libera alla contemporanea manifestazione di Forza Nuova contro l'aborto.

Di seguito la nota diffusa dal Sindacato Giornalisti Veneto:

«Il lavoro di un giornalista non deve essere oggetto di minacce e intimidazioni. Il diritto di cronaca è caposaldo sostanziale in democrazia e, per questo, tutelato dalla Costituzione repubblicana. Il Sindacato giornalisti del Veneto (Sgv), con il comitato di redazione (Cdr), esprime vicinanza alla redazione del Mattino di Padova e al collega Enrico Ferro che hanno ricevuto una lettera intimidatoria per le cronache sui fatti seguiti al corteo di Forza Nuova e alle manifestazioni in risposta, promosse dalla cittadinanza democratica e antifascista. Fatti che richiamano tutte le istituzioni, insieme alle organizzazioni collettive tra cui quelle sindacali, a una comune e profonda riflessione sull’agibilità delle piazze e degli spazi pubblici, sul piano politico e sul complesso terreno della gestione dell’ordine pubblico. I cronisti hanno il compito e il dovere di testimoniare quanto accade nei territori, a maggior ragione in fasi tanto sensibili, con senso di responsabilità e leale spirito di servizio. Un lavoro che alimenta dibattito, spinge al confronto, sviluppa la critica anche vivace non può mai giustificare azioni intimidatorie che vanno respinte senza incertezze. Come va respinto senza incertezze l’operato di chiunque, ponendosi fuori dalla legittimità democratica e costituzionale, professa idee e attua azioni antidemocratiche e fasciste».

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