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Farmacisti Padovani: «Piano vaccini regionale, serve massimo rigore organizzativo

Lorenzoni: «Da un anno a questa parte i farmacisti sono in prima linea, anche con l’esecuzione dei tamponi. Tuttora, però, non sanno quando verranno vaccinati»

«I farmacisti padovani non sono ancora stati vaccinati, nonostante in un primo momento sia stato comunicato loro che sarebbero stati fra i primi. Altre Ulss, invece, li hanno inseriti nel piano. Il programma vaccinale della Regione rischia il cortocircuito». Così il Portavoce delle Opposizioni in Consiglio regionale, Arturo Lorenzoni.

Prima linea

«Da un anno a questa parte i farmacisti sono in prima linea, anche con l’esecuzione dei tamponi. Tuttora, però, non sanno quando verranno vaccinati». A tale proposito Lorenzoni sottolinea «La mancanza di un rigore organizzativo e un generale coordinamento da parte della Regione. Bene che vengano attivate le strutture locali, ma devono seguire dei criteri omogenei in tutto il Veneto. Quanto sta accadendo in provincia di Padova, peraltro, è paradigmatico: molte categorie di lavoratori non sanno quale sia la loro priorità, se esiste, nel piano». Vedi i dipendenti delle strutture sanitarie private, fra i quali stanno montando il disorientamento e la preoccupazione: lo scorso primo febbraio la dottoressa Francesca Russo ha chiarito che tra i primi destinatari del vaccino sarebbero rientrati «tutti gli operatori delle strutture sanitarie private».

Comunicazione

Tuttavia, una nota dell’Ulss 6 di tre giorni dopo chiarisce che «L’accesso alla campagna viene limitato agli operatori sanitari delle strutture private». In pratica viene escluso il personale amministrativo delle medesime che pure viene a contatto con potenziali malati. Inoltre, «Ancor oggi gli ultraottantenni non sono stati messi a conoscenza del loro turno. Più che cercare corsie di sorpasso tramite delle avventurose trattative, credo siamo chiamati a lavorare affinché la corsia sia libera per tutti. In questo senso va predisposto un piano cristallino, oltre che facilmente comprensibile. È indispensabile comunicare tempestivamente, e rendere trasparente, l’ordine di somministrazione del vaccino, consapevoli che la data dipende dal numero di dosi disponibili. Le autorità competenti sono tenute a fornire al più presto questa preziosa informazione. I lavoratori e i cittadini devono sapere a che punto stanno della fila».

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