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Lotteria degli scontrini, Ascom Padova: «Arriva nel momento più sbagliato»

Se fosse un'iniziativa privata sarebbe destinata al fallimento. I costi superano i benefici e i negozi non hanno avuto il tempo per adeguarsi.

«Nel momento sbagliato». All'Ascom Confcommercio di Padova non hanno dubbi: la lotteria degli scontrini al via da lunedì 1° febbraio, parte in un momento sbagliato: se fosse un'iniziativa privata sarebbe destinata al fallimento. I costi superano i benefici e i negozi non hanno avuto il tempo per adeguarsi.

Poche registrazioni

Qualche numero può aiutare a comprendere perchè: al 20 dicembre, in Italia, su un 1,4 milioni di registratori telematici installati per la trasmissione dei corrispettivi, solo 700mila erano stati aggiornati per poter far partecipare i consumatori alla lotteria degli scontrini. Nel padovano andava un po' meglio nel senso che, ad essere aggiornati, erano all'incirca il 65% dei registratori telematici. «E da quella data - segnalano all'ufficio tributario dell'Ascom Confcommercio - se consideriamo le restrizioni imposte dal Governo a molte attività commerciali, i numeri non sono cambiati di molto». Però c'è dell'altro e si chiama costi. Per aggiornare i registratori telematici ed acquistare il lettore ottico per la lettura del codice lotteria, un esercente ha dovuto spendere mediamente 300 euro.

Costi esagerati

«Abbiamo rilevato anche valori più bassi - proseguono i tecnici tributari dell'Ascom - ma siamo arrivati anche a 500 euro: un costo esagerato e inopportuno in una fase estremamente difficile in cui molti commercianti hanno notevoli difficoltà finanziarie a causa della crisi economica dovuta alla pandemia in corso». «Come il cashback, anche la lotteria degli scontrini - osserva il presidente dell'Ascom Confcommercio, Patrizio Bertin - troverà il tempo che trova. Non ha nessuna utilità per il mercato in un momento di incertezza. Per questo avevamo chiesto una proroga fino a tutto il 2021 perché questa iniziativa nasce già "malata" in partenza e conferma però una cosa: l'ingenuità totale di chi pensa che la lotteria degli scontrini possa contribuire, da sola, a combattere l'evasione fiscale che, nella vendita al dettaglio, vale non più del 10%. Bisognerebbe occuparsi anche dell'altro 90%, magari guardando anche al web».

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