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Luca Favarin non è più "don", ora lo dice anche il Vaticano

Con la dispensa papale si chiude definitvamente la vicenda di don Luca Favarin. Sospeso a divinis da  parte della Diocesi ormai parecchi mesi fa, arriva ora anche l'atto ufficiale direttamente da Roma

Con la dispensa papale si chiude definitvamente la vicenda di don Luca Favarin. Sospeso a divinis da  parte della Diocesi ormai parecchi mesi fa, arriva ora anche l'atto ufficiale direttamente dal Vaticano. «Arriva così - scrive - la comunicazione che dopo venticinque anni termina la mia esperienza come ministro di culto cattolico.Non ho proprio nulla di cui vergognarmi. Sono profondamente orgoglioso di quello che sto e stiamo facendo e di come esattamente lo facciamo», dice in un post su Fb riferendosi al lavoro della cooperativa.

«Ancora per un pochino ogni volta che guarderò una chiesa mi ricorderò di ciò che mi è stato detto: "Quello che tu fai non c'entra niente con noi non c'entra niente con la chiesa". Così saprò ogni volta da che parte girarmi, dove sta la gente. Ma poi anche questo passerà perché non voglio aver tempo se non per il futuro. E così me ne vado perché quello che faccio è solo quello che io ho capito del vangelo e della vita. Sbaglio? Pazienza.. perseverò nella mia strada ostinato», dice sottolineando che questa vicenda non ha messo alla prova la fede, che rimane intatta. Il problema semmai è con gli uomini, non con Dio. «In coscienza non voglio avere nulla a che fare con chi, senza essere mai venuto a conoscere e capire, giudica le cose che facciamo come attività imprenditoriali.Questo per rispetto delle centinaia e centinaia di notti passate per strada ad incontrare disgraziati e sfruttati. Tutto questo in Italia si chiamerebbe mobbing e diffamazione. E anche io "ho scelto di guardare più avanti di ciò che vedo. Il mio passato non me lo scordo, non lo rinnego. Colpisci forte, tanto non cado, rimango in piedi..." E inizia la mia seconda meravigliosa vita totalmente diversa, radicalmente uguale». Poi, riferendosi alla sua attività con i rifugiati e alla sua "nuova" vita,chiosa così: «Magari poi chissà un giorno avrò pure voglia di un figlio accanto ai tanti arrivati dal mare.Che straordinaria che è la vita, sempre nuova e affascinante».

Don Luca Favarin

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