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Allagati centinaia di ettari di appezzamenti agricoli nella Bassa padovana

Non è ancora partito il conteggio ufficiale dei danni. In ogni caso, per un ettaro di granoturco vengono investiti, in media, 350 euro fra sementi e lavoro

La rottura di un argine del Guà a Cologna Veneta mette in crisi l’Estense e il Montagnanese. In questo momento nel Fratta Gorzone, già a livello da ieri, non possono venire immesse le acque provenienti dagli scoli secondari. A tal proposito, sono state fermate le tre pompe che fino a qualche ora fa erano pienamente funzionanti (e che, appunto, drenavano l’acqua dagli scoli secondari al Fratta Gorzone). Cia Padova segnala che “a cascata” sono stati allagati centinaia di ettari di appezzamenti agricoli, in particolare quelli che si trovano a ridosso della rete secondaria, nella località Valli di Megliadino San Vitale e nelle zone più basse di Ponso e Carceri. Continuano, dunque, ad essere sommerse migliaia di piantine di mais, la principale coltura del comprensorio. In crisi pure la soia e le bietole.

I danni

«Non è ancora partito il conteggio ufficiale dei danni – sottolinea la stessa Cia Padova – In ogni caso, per un ettaro di granoturco vengono investiti, in media, 350 euro fra sementi e lavoro. L’ordine di grandezza dei danneggiamenti potrebbe superare le centinaia di migliaia di euro. A questo, naturalmente, si deve aggiungere il mancato guadagno delle aziende agricole». «Perché i terreni si asciughino ci vorranno almeno dieci giorni – precisa Emilio Cappellari, presidente Cia zona Este-Montagnana - Vi saranno dei forti ritardi rispetto al cronoprogramma, con pesanti ripercussioni pure in termini di rese delle varie coltivazioni. Risultano allagati anche diversi ettari di terreni a Due Carrare e a Maserà, oltre che alcuni vigneti nei Colli Euganei. Tuttavia, la vite, a differenza del mais, ha la capacità di resistere per più tempo sott’acqua, senza che ciò comporti degli effetti irreversibili». «In questi giorni stiamo registrando, nostro malgrado, le conseguenze dei cambiamenti climatici – commenta il presidente di Cia Padova, Luca Trivellato – Ormai gli imprenditori agricoli vivono in uno stato di perenne emergenza. È necessario che tutte le opere idrauliche previste nell’apposita programmazione vengano ultimate al più presto”. “Alle Istituzioni – conclude – chiediamo interventi rapidi ed efficienti».

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