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Grandine sulle coltivazioni tra Conselvano e Bassa, le prime stime parlano di «danni per 50 milioni»

Ad avere la peggio sopratutto le coltivazioni a pieno campo, a partire dagli ortaggi, nel pieno della loro stagione. Ad Anguillara, spiega Coldiretti Padova, ci sono aziende agricole che hanno perso almeno i due terzi del raccolto

Il violento nubifragio con grandine e una notevole quantità di pioggia che si è abbattuto giovedì sera sul Conselvano ha lasciato il segno, soprattutto in campagna: orti allagati, vigneti danneggiati dalla grandine, frutteti a rischio, campi sommersi per ore. Ancora una volta, spiega Coldiretti Padova, l’agricoltura paga il conto degli eccessi del clima e già la prima perturbazione temporalesca della stagione lascia il segno.

Grandine

Le prime segnalazioni sono arrivate nella serata di giovedì, subito dopo il passaggio della perturbazione che ha scaricato grandine sottile ma copiosa e una notevole quantità d’acqua in particolare tra Conselve, Bagnoli, Tribano, Anguillara, Arre e Candiana. Ad avere la peggio sopratutto le coltivazioni  a pieno campo, a partire dagli ortaggi, nel pieno della loro stagione. Ad Anguillara, spiega Coldiretti Padova, ci sono aziende agricole che hanno perso almeno i due terzi del raccolto. «Purtroppo quasi tutti gli ortaggi sono andati persi» raccolta Silvia Laura Girotto, giovane imprenditrice insieme ai fratelli «stiamo parlando di piselli, insalata, cavoli cappucci, cime di rapa, spinaci, rucola, valeriana, bieta e catalogna. Difficilmente riusciremo a recuperare quel che c’è in campo, forse un po’ di piselli, ma l’umidità e sole faranno partire muffe e malattie nelle piante colpite. Alcuni fiori sono ammaccati, ma nel complesso hanno tenuto. Nella nostra azienda non abbiamo avuto vasti allagamenti, come invece è successo in altre zone». Coldiretti Padova stima che nei punti più colpiti dal nubifragio siano caduti anche 80 millimetri d’acqua. 

Condifesa Padova

Condifesa Padova, il consorzio che si occupa delle assicurazioni in agricoltura, sta raccogliendo numerose segnalazioni da parte degli agricoltori. «Dopo le gelate tardive di aprile che hanno provocato perdite di prodotto ancora in fase di valutazione» spiega il direttore Tiziano Girotto «giovedì sera la grandine che ha causato ulteriori danni ai vigneti nel periodo di di ripresa vegetativa. Stiamo riscontrando criticità anche per i seminativi e le orticole appena trapiantate. Una valutazione puntuale richiederà parecchi giorni, mentre è tutto da verificare l’impatto sui frutteti colpiti dalla grandine. Nel frattempo gli agricoltori hanno ancora pochi giorni a disposizione, entro il mese di maggio, per assicurare le colture arboree, come i frutteti ad esempio, mentre entro giugno le colture orticole e i seminativi».

Cia Padova

«Fra il Covid, le gelate tardive registrate quaranta giorni fa nell’area del Montagnanese e dei Colli e la violenta grandinata di giovedì pomeriggio, che si è abbattuta a macchia di leopardo tra Bagnoli e Anguillara, nel 2021 il comparto agroalimentare padovano rischia di registrare danni fino a 50 milioni di euro». L’allarme viene lanciato da Cia Padova alla luce dell’ultimo, in ordine di tempo, evento meteorologico avverso: ieri intorno alle 18.20 chicchi grossi come biglie hanno sferzato le viti, oltre alle coltivazioni di mais, frumento, barbabietole e i frutteti, peraltro nel momento clou della loro maturazione, nella zona sud del Conselvano. «Insieme ai nostri tecnici - precisa il direttore Cia Padova, Maurizio Antonini - stiamo valutando se ci sono gli estremi per chiedere lo stato di calamità alla Regione. Non abbiamo ancora dei numeri precisi: da protocollo la conta va eseguita solo qualche giorno dopo il fenomeno, direttamente negli appezzamenti agricoli. Verosimilmente l’ordine di grandezza potrebbe davvero essere molto importante, siamo preoccupati. Stavamo facendo leva su un clima di ritrovata fiducia, riconducibile ad un generale desiderio di ripartenza. Questa ulteriore battuta d’arresto non ci voleva proprio».

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