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Maltempo, inizia la conta dei danni dopo la grandinata del weekend

Coldiretti: «Sono cadute dal cielo delle vere e proprie palle di ghiaccio. Oltre ai raccolti di frutta distrutti, anche le strutture hanno subito lesioni irrecuperabili»

Si aggrava il bilancio dell’ondata di maltempo che lo scorso fine settimana ha interessato parte della bassa padovana, nello specifico l’area lungo l’Adige tra Piacenza d’Adige, Masi, Sant’Urbano e Granze, colpita sabato scorso da una violenta grandinata.

Bressan

«Per quasi un quarto d’ora - spiega Massimo Bressan, presidente di Coldiretti Padova - i grossi chicchi sono caduti sul frutteti, orti e campi, danneggiando soprattutto i prodotti di stagione ma anche le strutture di protezione come le reti anti grandine. In questa occasione, oltre alla perdita di prodotto, in particolare la frutta, dai kiwi alle mele e alle pere, già gravemente compromesso dalle gelate della scorsa primavera, gli agricoltori devono fare i conti anche con i danni alle strutture concepite proprio per proteggersi dalla grandine. Ma questi eventi, purtroppo, sono sempre più intensi e violenti, tanto da mettere a dura prova anche la tenuta delle stesse reti antigrandine. Ormai è un dato di fatto che questi episodi non si possono più classificare come “eventi eccezionali” ma come episodi sempre più frequenti e ricorrenti. Per farvi fronte ed essere adeguatamente attrezzati gli agricoltori devono essere messi nelle condizioni di poter investire sulla protezione dei propri prodotti e delle proprie strutture. Da parte della Regione attraverso il piano di sviluppo rurale servono misure di intervento e sostegno in grado di far fronte a questa necessità».

La storia

A Piacenza d’Adige nell’azienda agricola di Albertino Pastore si lavora per ripristinare le reti anti grandine danneggiate: «Sono cadute dal cielo delle vere e proprie palle di ghiaccio - racconta Pastore - che si sono accumulate sulle reti le quali, dopo una certa quantità, si aprono. In questo modo un po’ di grandine è comunque passata e ha colpito kiwi e mele ormai prossime alla raccolta ma in alcuni punti ha anche danneggiato le stesse reti. Stiamo cercando di ripristinare le reti dove possibile anche se una parte dovrà essere sostituita. Abbiamo poi i kiwi e le mele fuori dal perimetro della zona protetta dalle reti, e qui la perdita di prodotto è importante. Il problema è - aggiunge l’imprenditore - che l’effetto dell’ultima grandinata si somma a quelli, ancora più disastrosi, delle gelate primaverili e dell’attacco delle cimici. Ormai abbiamo perso il 90 per cento delle nostre pere e anche con i kiwi non siamo messi molto meglio. La stagione purtroppo è compromessa, per noi come per molti altri agricoltori della zona. Quest’anno la produzione è ridotta al lumicino e ora facciamo anche i conti con i danni alle strutture di protezione. Gli investimenti sono notevoli ma con poco prodotto le entrate sono sempre più scarse. Se vogliamo salvare l’agricoltura in questo territorio dobbiamo trovare il modo per tutelare al meglio chi sceglie questa professione. Oltre che con il maltempo dobbiamo fare i conti anche con le cimici che continuano ad imperversare. Prima di ottenere qualche risultato con la vespa samurai facciamo in tempo a chiudere, mentre invece abbiamo ottenuto dei risultati con le trappole per la cattura massale, grazie alle quali riusciamo a catturare anche 2-300 esemplari al giorno. Se tutti gli agricoltori della zona le installassero il loro effetto sarebbe ancora più evidente e le nostre colture un po’ più protette».

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