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Mapelli da Ascom: «Tra città e Ateneo c'è un rapporto fortissimo»

La rettrice del Bo ospite della terza tornata di incontri con gli stakeholder padovani organizzata dall'associazione di categoria

Lo dice quasi “en passant”, come se i numeri dell’Università di Padova non fossero essi stessi sinonimo di prestigio e, dunque, di successo. Ed in verità, in mezzo a tutte le iniziative che il Bo si prepara a realizzare coi fondi del Pnrr, scivolano via, nel racconto che fa dell’ateneo di cui lei è la prima rettrice dopo 800 anni di storia, quelli che sono i numeri pesanti che fanno di Padova una delle università migliori del mondo: 70mila studenti, 24mila matricole, 2400 studenti internazionali. Lei è Daniela Mapelli. E se questo, si potrebbe dire, è l’hardware di una delle più antiche università del mondo, il software sta tutto nelle iniziative che la rettrice ha spiegato con dovizia di particolari oggi 23 marzo nella sede dell’Ascom Confcommercio di Padova, l’organizzazione imprenditoriale che l’aveva convocata (“Tutti convocati” è il titolo che l’associazione di categoria ha confermato per la terza tornata di incontri con gli stakeholder padovani) con l’obiettivo di cercare di capire come si evolveranno città e provincia nel futuro prossimo venturo.

Pnrr

E che il futuro di Padova, ma anche del suo territorio, dove per territorio si intendono anche le province limitrofe, dipenda molto dagli investimenti che l’Università sta effettuando ed effettuerà grazie al Pnrr, dipenda molto – si diceva - da questa istituzione che questa mattina era rappresentata in sede Ascom, oltre che dalla rettrice, anche dal prorettore alla didattica, Marco Ferrante; da quello all’edilizia, Carlo Pellegrino e dal delegato alla logistica, utilizzo ed informatizzazione delle aule, Andrea Vinelli, è un dato di fatto. Difficile, per non dire impossibile, racchiudere in poche righe un impegno a 360 gradi che mira a sfruttare appieno tutte le opportunità offerte dal Pnrr anche attreverso collaborazioni mirate con altre università, reti, partenariati esteri.

Mapelli

Un impegno che il presidente dell’Ascom Confcommercio, Patrizio Bertin, nel suo intervento introduttivo, non aveva mancato si ricordare soprattutto per sottolineare quanto l’università sia sì il luogo della cultura per eccellenza, ma sia anche un volano di sviluppo economico col quale la città (e non solo) è chiamata a confrontarsi ogni giorno. «Tra città e Università – ha detto la rettrice Mapelli – esiste un rapporto fortissimo che grazie ad un dialogo bidirezionale con le imprese, può sviluppare un forte dinamismo imprenditoriale sul territorio». Si diceva: tanti progetti. Uno per tutti: quello che vedrà Padova inserita in un contesto nazionale per sviluppare mobilità sostenibile, biodiversità, agritech, supercalcolo e terapia genica. E poi la collaborazione con le università del Triveneto con l’intervento delle Regioni e delle Province Autonome.

Bertin

Un solo cruccio: quello di una burocrazia che frena e norme che, consentendo ricorsi su ricorsi, ritardano (e di molto) la realizzazione dei progetti. Però l’Università non demorde ed anzi, come ha precisato il prorettore Pellegrino, la ex caserma Piave, i cui lavori dovrebbero poter partire già il prossimo anno, diventerà un luogo aperto alla città. A seguire l’intervento della rettrice Mapelli un gruppo di consiglieri dell’Ascom. Tra questi da segnalare gli interventi dei vicepresidenti Franco Pasqualetti e Silvia Dell’Uomo e di Mario Beltrame.
Il finale dell’incontro è stato riservato al rapporto tra studenti e città. Non sempre idilliaco, ma mai come nel periodo del lockdown rivalutato. «Per fortuna – ha chiosato il presidente Bertin – che a Padova ci sono gli studenti»

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