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Lunedì, 26 Febbraio 2024
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Migranti, il sindaco di Campodoro scrive al prefetto: «Vanno ricollocati»

Afferma Gianfranco Vezzaro: «Molti cittadini sono preoccupati nel vedere queste persone girovagare per il quartiere e per questo hanno iniziato a non frequentare più alcune zone di Campodoro, compresa l’Ostiglia»

Dura presa di posizione da parte del sindaco di Campodoro, Gianfranco Vezzaro, che ha deciso di scrivere al Prefetto di Padova, Francesco Messina, e alla cooperativa sociale “Le Orme Onlus”. La presa di posizione, che è anche una mano tesa, una richiesta di aiuto, arriva dopo le numerose proteste giunta in Municipio da parte dei cittadini di Campodoro in merito all’accoglienza da parte di un privato, di una cinquantina di migranti in tre palazzine situate in via Barchessa 4, a Bevadoro, palazzine che al momento accolgono con il sistema Cas (centro di accoglienza straordinaria) questa cinquantina di migranti.

Campodoro

«A distanza di circa un mese dall’arrivo di questa cinquantina di persone - evidenzia Gianfranco Vezzaro, sindaco di Campodoro - la situazione non è affatto cambiata e questi migranti si ritrovano di fatto allo sbando, senza un lavoro. Mi era stato garantito che i migranti sarebbero stati tutti selezionati C3, ma in realtà non tutti i cinquanta richiedenti asilo hanno formulato ufficialmente la domanda di protezione internazionale attraverso il cosiddetto modello C3 rilasciato dalla Questura. Sono arrivati tutti da pochissimo in Italia, non hanno nessuna conoscenza della lingua italiana o ne hanno pochissima, e soltanto una decina circa di loro ha trovato lavoro. Queste povere persone sono viste continuamente girovagare per il quartiere di Bevadoro, nei giardini pubblici, nelle strutture sportive comunali e lungo la ciclopedonale Ostiglia. Molti cittadini sono preoccupati nel vedere queste persone girovagare per il quartiere e per questo hanno iniziato a non frequentare più alcune zone di Campodoro, compresa l’Ostiglia. Teniamo presente che il quartiere di Bevadoro non ha grandi centri di aggregazione, i mezzi pubblici di trasporto sono limitati e che non c’è nemmeno un supermercato. Credo che questi migranti abbiano diritto a vivere in posti dove possono usufruire di maggiori servizi e che possano quindi anche integrarsi, attraverso l’inserimento sociale e lavorativo, all’interno della comunità. Evidenziando che sono favorevole all’accoglienza diffusa, sono a chiedere al Prefetto che questi migranti vengano riallocati altrove, sia per la loro dignità personale, sia per ridare tranquillità ai nostri cittadini, spaventati dal fatto che via Barchessa possa diventare una sorta di via Anelli di Campodoro».

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