Monitoraggio Appe a 2 mesi dalla riapertura: bar e ristoranti sono luoghi sicuri

L’Associazione degli esercenti non nasconde comunque che qualche criticità ancora esiste, soprattutto legata agli assembramenti collegati a manifestazioni o eventi particolari

A due mesi dalla “ripartenza”, bar e ristoranti della provincia di Padova si confermano come luoghi sicuri, gestiti in modo responsabile e dove anche i clienti, tranne qualche rara eccezione, si comportano in modo corretto. È questo il risultato del monitoraggio svolto dall’Associazione Provinciale Pubblici Esercizi (APPE) di Padova, sull’andamento gestionale delle imprese di somministrazione di alimenti e bevande, quindi bar, ristoranti, ma anche pizzerie, trattorie, pasticcerie.

Disanziamento e sicurezza

«Da quel fatidico 18 maggio – conferma Filippo Segato, Segretario APPE – data dalla quale le attività hanno riaperto le porte con tanti dubbi e anche un po’ di paura, possiamo dire che le cose sono cambiate decisamente in meglio: ora gli esercenti sanno come comportarsi, quali misure adottare, come promuovere comportamenti corretti da parte dei loro collaboratori e dei consumatori». E, in effetti, parole come distanziamento, assembramento, sanificazione sono entrate nell’uso quotidiano e, nell’entrare in un bar o ristorante, è diventato “normale” indossare la mascherina, togliendola solo al momento del consumo o una volta seduti al tavolo. «Così come in altri settori – sottolinea il Segretario dell’Associazione – anche per i pubblici esercizi sono importanti i comportamenti individuali, sia dei gestori che dei clienti. Solo se tutti collaboriamo con azioni responsabili e corrette, potremo vivere con tranquillità i momenti che decidiamo di passare nei locali pubblici, magari in compagnia di amici e parenti».

Criticità

L’Associazione degli esercenti non nasconde comunque che qualche criticità ancora esiste, soprattutto legata agli assembramenti collegati a manifestazioni o eventi particolari. «Inutile negarlo – risponde Segato – in taluni casi, fortunatamente pochi e isolati, ci sono state problematiche di affollamenti, dovuti soprattutto a iniziative come concerti, eventi musicali e, comunque, in generale riguardanti i giovani. A loro rivolgiamo il nostro appello a indossare la mascherina in tutti i casi previsti dalle normative, a mantenere il distanziamento e avere atteggiamenti prudenti, perché il virus non è ancora sconfitto». Alcuni esercenti hanno anche lamentato la difficoltà nel rapportarsi con i clienti, che pretendono di stare seduti vicini, giungendo addirittura a spostare tavoli e sedie, rispetto a come sono disposti dai gestori. «Effettivamente – conferma il Segretario – in diversi casi i clienti pretendono, pur non avendone i requisiti, di volersi avvicinare rispetto alla distanza minima di sicurezza, che i protocolli hanno fissato in almeno 1 metro. Ricordo che l’unica esenzione riguarda i conviventi, per cui colleghi di lavoro, compagni di classe, parenti e amici devono rispettare questa distanza. In qualche caso gli esercenti, pur di non rischiare la sanzione, hanno preferito “perdere” il cliente, che non ne voleva sapere del distanziamento: sono atteggiamenti ingiustificabili, oltre che immaturi e illegittimi, da parte del cliente, mentre l’esercente dimostra grande senso di responsabilità».

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L'appello

Infine, un appello viene rivolto anche ai gestori dei locali: «Invitiamo gli esercenti – prosegue il Segretario – a continuare con una gestione oculata delle attività, mettendo in atto tutte le disposizioni e le accortezze previste per garantire il distanziamento tra clienti e la salubrità degli esercizi, per non vanificare quanto fatto finora. I clienti, nella stragrande maggioranza dei casi, hanno dimostrato di apprezzare le attenzioni che gli esercenti hanno riservato ai consumatori, per metterli a loro agio e in completa sicurezza».

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