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Il monopattino Bit nella sala di attesa del Comune di Padova

Il monopattino Bit nella sala di attesa del Comune di Padova

Prove tecniche di “sharing”: il monopattino elettrico “bussa” alla porta del vicesindaco Lorenzoni

Primi colloqui per Arturo Lorenzoni con un’azienda veronese che effettua servizio sharing con monopattini elettrici: l’introduzione in città entro la fine dell’estate?

Palazzo Moroni, venerdì 24 gennaio. Manca qualche minuto a mezzogiorno quando... un monopattino “sale” la rampa di scale laterale e si parcheggia all’esterno dell’ufficio del vicesindaco Arturo Lorenzoni. No, non è un’allucinazione. E no, non è un caso.

Bit

Ovviamente al primo piano non ci è arrivato da solo, bensì col suo “padrone”. Ed è un fatto più unico che raro. Perché i suoi “fratelli”, di padroni, ne hanno più di uno. Esatto, avete (forse) indovinato: il monopattino elettrico di cui vi parliamo è di quelli da condividere con tutti. In una parola, “sharing”: a portarlo in Comune a Padova è stata la “Bit”, azienda di Bussolengo (Verona) già attiva non solo nel capoluogo scaligero ma anche a Milano e Torino, e pronta a fare il “grande salto” anche all’ombra del Santo. 30 chilometri di autonomia e 20 km/h di velocità massima: questi i dati principali del monopattino elettrico, che ha piacevolmente sorpreso il vicesindaco Lorenzoni. Gli uomini di “Bit” sognano di sbarcare a Padova con 500 monopattini, e c’è chi è già pronto a scommettere che il servizio di sharing potrebbe già essere operativo - dopo regolare bando dato che sono molte le aziende interessate a investire in città - entro la fine dell’estate.

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