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Mercoledì, 28 Febbraio 2024
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Lutto nel mondo della cultura, è morto Adriano Màdaro

Il noto sinologo e giornalista trevigiano, attivo anche nel paodvano, aveva 81 anni: era membro del Consiglio direttivo permanente dell'Accademia Cinese di Cultura Internazionale. Il cordoglio del sindaco Mario Conte: «Con lui una lunga e proficua collaborazione che ha portato all’organizzazione di grandi mostre». Anche l'Istituto Confucio di Padova lo ricorda

Lutto nel mondo culturale trevigiano ma anche padovano: si è spento all'età di 81 anni Adriano Màdaro, noto sinologo e giornalista trevigiano, già membro del Consiglio direttivo permanente dell'Accademia Cinese di Cultura Internazionale. «La notizia della sua morte mi rattrista molto» ha commentato il sindaco di Treviso, Mario Conte «Màdaro è stato un esponente di spicco della cultura trevigiana, veneta e italiana e ha dedicato più di 50 anni della sua carriera allo studio della Cina. Con lui c’è stata anche una lunga e proficua collaborazione che ha portato all’organizzazione di grandi mostre, fra cui “La Cina segreta – La Città Proibita e 4000 anni di storia cinese” e presentazioni delle sue opere, caratterizzate da una capacità di approfondimento e di analisi uniche, dalla storia alla contemporaneità. Il suo contributo al panorama culturale è stato di altissimo spessore. A nome della Comunità trevigiana porgo le più sentite condoglianze alla famiglia».

La passione per la Cina

Innamorato della Cina, del suo popolo e del viaggio dalle tradizioni ad una travolgente modernità, Adriano Madaro fu capo della redazione di Treviso del quotidiano Il Gazzettino prima di buttarsi a capofitto nell'avventura televisiva, diventando il direttore di Antenna 3 Veneto. Diresse l'emittente televisiva trevigiana a cavallo tra la vecchia gestione dello storico proprietario, Renato Bernardi, e l'arrivo del vulcanico Giorgio Panto. L'imprenditore e Madaro non ebbero mai rapporti facili, tanto da arrivare alla scontro e interrompere i legami con il suo service Editing, che curava i servizi giornalistici della testata. La rottura che ne seguì produsse una vera e propria diaspora di giornalisti che tentò di ripartire da zero con la nuova emittente Tv Set, che non riuscì però nell’intento di scalfire il monopolio di Antenna Tre e dopo un anno la nuova tivù trevigiana chiuse i battenti.  A Madaro va il merito di essere stato il primo a volere che i propri giornalisti televisivi fossero inquadrati tutti con il contratto “ufficiale” della categoria, quello della Federazione Nazionale della Stampa. 

Le parola di Zaia

«Con Adriano Madaro il mondo del giornalismo e della cultura, non solo di Treviso, perdono una figura di altissimo profilo. Uno di quegli uomini che lasciano un segno indelebile». Con queste parole, il presidente della Regione Veneto, Luca Zaia, esprime il suo cordoglio per la scomparsa del famoso giornalista e uomo di cultura trevigiano. «Con il suo tratto elegante, con la sua penna arguta, con il suo pensiero mai banale – aggiunge Zaia – Madaro ha attraversato decenni di giornalismo e cultura. Rimarrà famoso e apprezzato anche per la sua profonda passione per la cultura e l’arte della Cina che, nel tempo, ne hanno fatto uno dei sinologi più importanti e apprezzati d’Italia. Alla sua famiglia e a tutti coloro che l’hanno conosciuto e stimato – conclude il Governatore - rivolgo il mio più profondo cordoglio».

L'Istituto Confucio di Padova ricorda Adriano Madaro

L'Istituto Confucio di Padova apprende con dolore la notizia della scomparsa di Adriano Màdaro, giornalista, scrittore e sinologo, personaggio unico per la cultura italiana e soprattutto per quella veneta, dove negli ultimi anni della vita ha operato contribuendo alla diffusione della cultura cinese. Si è appassionato alla Cina sin dall'infanzia e vi ha trascorso buona parte della vita, in contatto con grandi personaggi della storia Cinese, incontrando anche famosi giornalisti italiani come Biagi e Terzani. In Cina è stato un personaggio pubblico, tra l'altro onorato con una serie di francobolli messi con la sua effigie e ha lasciato anche un museo a suo nome.
L'Istituto Confucio all'Università di Padova lo ha coinvolto in varie iniziative culturali tra cui la mostra al Palazzo della Ragione di un modello in scala 1:20 della Città Proibita di Pechino che fu costruito apposta per lui da operai e falegnami cinesi del luogo. «Vogliamo ricordare Adriano Màdaro per la sua passione, la sua cultura e conoscenza della Cina e per la sua volontà di condividere esperienze e interpretazioni della Cina antica e contemporanea», dichiara l'lstituto Confucio di Padova.

Foto articolo da TrevisoToday

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