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Venerdì, 2 Dicembre 2022
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BusItalia, scontro Mosco-Ragona sulla possibile rescissione del contratto

La consigliera leghista chiede di strappare la concessione. L'assessore alla mobilità replica: «Non conosce una situazione nata quando lei era vicesindaca». La consigliera regionale Ostanel chiede invece il ritorno al controllo pubblico

«La situazione del trasporto pubblico padovano è ormai fuori controllo. Le corse di tram e bus annullate senza preavviso sono ormai diventate un'emergenza sociale. L'intero servizio di trasporto pubblico locale è a rischio, a causa di problemi strutturali dell'azienda di gestione, destinati purtroppo a peggiorare in futuro». L'ex vicesindaco e oggi consigliera comunale della Lega Eleonora Mosco dice la sua sul caos BusItalia e chiede la revoca della concessione. Pronta la replica dell'assessore alla mobilità, Andrea Ragona (video in basso)

Passivo

«Nel 2021 Busitalia ha registrato un passivo di oltre 9 milioni di euro - sostiene Mosco - .Le ragioni di questo disastroso risultato di esercizio vengono imputate all'emergenza sanitaria, ma se questa fosse la verità la stessa situazione dovrebbe presentarsi per tutte le aziende di trasporto pubblico locale a livello nazionale. Non è così. Tper, seconda classificata al bando per la concessione del servizio di tpl a Padova e Provincia, ha registrato nel 2021 un utile di 5,1 milioni. Il Covid c'è stato anche a Bologna, Ferrara, Parma e Piacenza, dove opera quest'azienda, che pure non sembra avere gli stessi problemi di bilancio di Busitalia. Le ragioni di tale criticità vanno dunque ricercate altrove: nei gravi problemi di gestione e negli extracosti dovuti al tram».

Il tram

«Soltanto per le manutenzioni ai mezzi e all'infrastruttura, Busitalia spende circa 3 milioni - prosegue Mosco - .Questa cifra è destinata ad aumentare costantemente: ogni anno la vediamo crescere nell'ordine delle centinaia di migliaia di euro perché, come dichiarato dalla stessa azienda di fronte alla V Commissione del Consiglio comunale, "il tram è un mezzo che invecchia e necessita di tagliandi di controllo sempre più onerosi" (lo disse Franco Viola, ex amministratore delegato di BusItalia). Questo dovrebbe indurre a una riflessione sull'opportunità di costruire nuove linee, pur finanziate con fondi ministeriali che però, una volta terminata l'opera, lasciano in carico ai comuni costi di manutenzione abnormi e perennemente in espansione. Il tram è un buco nero per il trasporto pubblico, che divora i bilanci delle aziende rischiando di portarle al falliment»o.

Personale

«Ma i problemi di Busitalia non finiscono qui. Il vero motivo del numero impressionante di corse annullate senza preavviso è la cronica mancanza di personale - rivela l'ex vicesindaca - .L'organico completo dell'azienda dovrebbe contare 640 unità.Oggi gli autisti impiegati sono circa 580, con un passivo di 60 unità. Questo significa mancanza di turnover e impossibilità di sostituire un autista quando, per qualsiasi motivo, non può presentarsi al lavoro, facendo così saltare il suo turno (che corrisponde mediamente a 4 o 5 corse). Le dimensioni del problema sono tali che, ogni giorno, saltano senza preavviso almeno una ventina di corse: quante, ai tempi di Sita, venivano annullate in un intero anno. Questa emorragia di personale sarà ulteriormente aggravata da una decina di pensionamenti entro fine anno, mentre sono sempre di più gli autisti in giovane età che scelgono di licenziarsi e l'azienda non riesce a rimpiazzare a causa di un contratto di lavoro semplicemente fuori mercato, con stipendi di centinaia di euro inferiori a quelli offerti da altre aziende di trasporto pubblico del territorio. Nuove fuoriuscite di personale comporteranno l'ulteriore aumento delle corse annullate, innescando una spirale pericolosissima: a fronte dell'incertezza sugli orari, molti utenti smetteranno di usare il trasporto pubblico e sceglieranno altre soluzioni per muoversi. E senza utenti che pagano il biglietto, i costi del servizio diverranno semplicemente insostenibili».

Rescissione

«E' ora di dire la verità, perché la situazione è drammatica: rischiamo di rimanere senza un servizio di trasporto pubblico a Padova e provincia, e Busitalia non è strutturalmente in grado di far fronte alla situazione. A nulla purtroppo servono gli appelli, come non servono le sanzioni che la Provincia ha erogato per diversi milioni di euro lo scorso anno, che mai sono state pagate e mai lo saranno, visto che l'azienda non ha i soldi. E' necessario prendere atto che Busitalia non può gestire questo servizio, ritirare la convenzione e riprendere in mano la gara, facendo spazio al secondo classificato - chiude Mosco - .Mi rendo conto che si tratta di una scelta dolorosa, che comporterà inevitabilmente costi pesanti per il Comune di Padova e gli altri comuni. Ma l'alternativa, come spiegato, è rimanere senza un servizio di trasporto pubblico. A quel punto la revoca della concessione diventerà inevitabile e, trattandosi di una procedura lunga e onerosa, i padovani rischieranno di trovarsi per mesi o anni senza autobus, in attesa del nuovo gestore del servizio. Chiedo perciò di prendere atto della realtà finché siamo ancora in tempo, e avviare immediatamente l'iter per la revoca, prima che sia troppo tardi».

Ostanel

La consigliera regionale Elna Ostanel chiede invece di valutare la possibilità di tornare ad un controllo pubblico: «Corse tagliate, gestione inefficace, autisti con piano orari di poche settimane: sembra la descrizioni di un incubo, invece è il risultato della gestione di chi oggi gestisce il trasporto pubblico a Padova - attacca la consigliera regionale del movimento civico Il Veneto che vogliamo, Elena Ostanel - .Tutto nasce nel 2014, quando l'allora sindaco Massimo Bitonci concretizza la fusione di Aps e Busitalia, perdendo di conseguenza il controllo del Comune sulla società, seguendo un solco tracciato alcuni mesi prima e dal quale mi ero distanziata quando ero ancora consigliera comunale - ricorda la consigliera Ostanel - .Già all'epoca, guardando le carte, si capiva che non avremmo avuto una gestione 'vicina' né abbastanza potere per indirizzare davvero le politiche sul trasporto pubblico. Oggi è urgente che Busitalia si prenda le responsabilità di una gestione deleteria. In questi giorni sto ascoltando i sindacati che raccontano di una condizione per i lavoratori inaccettabile. Per non parlare del livello del servizio per gli utenti, rischiando di incentivare l'uso dell'auto privata. Ma se questo non accade, serve essere pronti a tutti gli scenari incluso quello in cui il Comune possa riprendere il controllo diretto del servizio, che è assolutamente strategico per la nostra città. Non possiamo più accettare che gestioni esterne mirino prima al guadagno rispetto alla qualità del servizio, perché sarebbe un futuro in cui paghiamo e ci rimettiamo tutti»

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