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Movida, Bertin: «Fortuna che a Padova ci sono l'Università e i suoi studenti»

«Quando affrontiamo il discorso della “convivenza” tra residenti e studenti ricordiamoci di valutare bene quanto significano 70mila studenti in termini di vivacità culturale ma anche di appartamenti in affitto, consumi nei negozi, serate nei locali»

Patrizio Bertin, presidente dell’Ascom Confcommercio, l’ha detto chiaramente, mercoledì scorso, incontrando nella sede dell’associazione la rettrice Daniela Mapelli: «Credo che tutti noi ci ricordiamo la tristezza della città durante il loockdown e, soprattutto, qui in Ascom, ci ricordiamo benissimo dei colleghi, soprattutto della zona delle piazze, di via Beato Pellegrino e del Portello che venivano a chiederci di fare qualcosa per il ritorno in presenza degli universitari».

Università di Padova

Un rapporto strettissimo quello tra Bo e città che la rettrice Mapelli ha riassunto così: «Tra città e Università - ha detto - esiste un rapporto fortissimo che grazie ad un dialogo bidirezionale con le imprese, può sviluppare un forte dinamismo imprenditoriale sul territorio». I numeri parlano da soli: 70mila studenti, 24mila matricole, 2400 studenti internazionali. «Ma se questo - commenta oggi Bertin - è il riflesso positivo che la presenza studentesca riverbera sull’economia di negozi e pubblici esercizi, c’è di ben altro spessore quello che l’Università fa per la città in termini di investimenti e di rivitalizzazione dell’area urbana. Un impegno che l’Università ha tradotto, recentemente, nel polo di via Beato Pellegrino in attesa che, con i lavori in partenza già dal prossimo anno, prenda nuova fisionomia l’ex caserma Piave che diventerà un luogo aperto alla città. Investimenti importanti, nell’ordine di centinaia di milioni, che fanno dell’ateneo padovano un vero e proprio “booster” dell’economia locale, peraltro con ricadute anche sul territorio provinciale com’è testimoniato da Agripolis a Legnaro. Di più: il PNRR, anche attraverso collaborazioni mirate con altre università, reti, partenariati esteri, permetterà di sviluppare interventi in ordine alla mobilità sostenibile, alla biodiversità, all’agritech, al supercalcolo e alla terapia genica. Di tutto questo - continua il presidente dell’Ascom Confcommercio di Padova - dobbiamo rendere merito all’Università che, al di là degli ovvi riflessi di carattere occupazionale, risulta essere centrale sia nella progettazione della città futura (tanto per citare: il nuovo ospedale), sia nella rigenerazione urbana (altra citazione: l’ex residenza Fusinato in via Marzolo che diventerà la sede della Scuola Galileiana). Fermo restando che tutto questo non sarebbe minimamente possibile se ad alimentare tanti progetti non ci fossero gli studenti. Se possiamo fregiarci di essere sede di una delle più prestigiose ed antiche università mondiali è perché la qualità viene premiata dalla scelta che gli studenti e le famiglie hanno voluto compiere anche quest’anno facendo registrare matricole in aumento quando nella maggioranza degli altri atenei si registravano flessioni».

Movida

E Patrizio Bertin dice la sua anche sulla questione "movida", con alcuni residenti che hanno chiesto un risarcimento danni al Comune: «Quando affrontiamo il discorso della “convivenza” tra residenti e studenti ricordiamoci di valutare bene quanto significano 70mila studenti in termini di vivacità culturale ma anche di appartamenti in affitto, consumi nei negozi, serate nei locali. Ricordiamoci poi di quanto fosse triste la città quando, a causa del lockdown, studenti in città non ce n’erano più. Certo, talvolta si possono verificare eccessi che devono essere governati per una convivenza civile, ma senza sottovalutare che le piazze vuote, troppo spesso, finiscono per prestare il fianco al degrado e alla piccola e grande criminalità».

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