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Sabato, 24 Febbraio 2024
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Col bel tempo torna la movida nelle piazze e le polemiche tra residenti e universitari

Le prime riunioni della consulta di quartiere hanno fatto riemergere il "problema". Chi vive nelle piazze segnala musica troppo alta, vandalismi, risse e abusi di alcol. Bocciati gli street tutor, ma i giovani non sanno dove andare a divertirsi

Torna il bel tempo e, puntuale come l'orologio in piazza dei Signori, tornano anche le polemiche per la movida tra centro e Portello. Un modo per far diventare Padova una «città per vecchi» che ogni anno spinge i più giovani, soprattutto gli universitari, a mettersi contro le famiglie che abitano nelle zone più di lusso della città, ma desiderose del silenzio delle periferie. Come racconta oggi Il Mattino di Padova, ad occuparsene in questi giorni è stata la consulta del quartiere Centro, che ha dedicato alla movida uno dei tre tavoli di lavoro istituiti per questa consiliatura, mettendola all'ordine del giorno di tutte le prossime riunioni. Tutto è nato dalle lamentele di alcune associaizoni di residenti che hanno partecipato alle prime assemblee, affinchè gli esponenti politici delle consulte portino all'attenzione di sindaco e giunta il "problema".

Street tutor

Da loro arriva, per esempio, la bocciatura degli street tutor. A portarli a Padova era stato l'assessore alla sicurezza Diego Bonavina, in accordo con la Questura. Figure mediatrici, che servono a spiegare le regole ai ragazzi che frequentano le piazze di sera (e di notte), ma senza il potere di intervenire, se non attraverso il collegamento diretto con la polizia locale. «Non possono mettere multe, si limitano a passeggiare avanti e indietro - spiega Antonia Dalla Costa, presidente dell’associazione Residenti centro storico e da sempre schierata contro la movida in centro - .Servono i vigili, altro che street tutor».

I problemi

Stando al resoconto del Mattino di Padova le associazioni di residenti hanno segnalato problemi generati di inquinamento ascustico rumori, musica fino a tardi, urla e canti e strumenti suonati anche dopo le due di notte. A questo aggiungono: abuso di alcol che sfocia in episodi di maleducazione o che richiede l’intervento di medici, lo spaccio, i rifiuti abbandonati, vandalismo, liti e risse. Non servirebbe neanche il divieto di vendita di alcolici nei market stabilito da Giordani, contro cui Dalla Costa si è sempre schierata anche in campagna elettorale: «Il divieto di vendita degli alcolici dopo le 20, voluto da Giordani, non serve - sostiene - .Anche perché i locali continuano a venderli, oppure i ragazzi fanno arrivare le bottiglie con i rider». Allora chiedono più forze dell’ordine, l’installazione di centraline Arpav per misurare gli schiamazzi, i bar chiusi a mezzanotte e musica solo all'interno.

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