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I consiglieri comunali di FdI contro Ilaria Salis: «Dichiarazioni pericolose, Giordani si dissoci»

«Chiediamo che il sindaco si distingua da una parte della sua maggioranza, prendendo chiaramente le distanze dal messaggio politico sostenuto dalla coalizione di estrema sinistra e dimostrando di difendere il principio di legalità e non l’illegittimità delle occupazioni abusive delle case popolari»

«Di fronte a questo messaggio politico pericoloso sotto il profilo sociale e culturale, soprattutto in questo particolare momento storico, caratterizzato da forti difficoltà economiche e disagi collettivi, ritengo doveroso presentare una mozione che inviti il Consiglio Comunale e la Giunta di Padova a prendere le distanze da tale messaggio e a stimolare e sostenere l’operato delle Ater, enti istituzionali pesantemente attaccati dagli esponenti di Alleanza Verdi-Sinistra Italiana, movimento rappresentato anche nell’attuale maggioranza che spesso tende ad avere posizioni radicali sostenute dalle frange più estreme della sinistra»: Elena Cappellini, consigliera comunale di Fratelli d'Italia, motiva così la mozione presentata e che vede tirata in ballo anche Ilaria Salis. 

Alloggi popolari

Nella mozione si legge: «Il tema dell’accesso alla casa oggigiorno risulta di particolare importanza ed incidenza nella realtà sociale del nostro Paese, presentando numerosi profili critici e problematici anche in considerazione dell’importante aumento delle situazioni di disagio sociale ed economico provocate dalla gravosa congiuntura internazionale. Il Consiglio Comunale ha più volte affrontato il tema con particolare riferimento all’edilizia residenziale pubblica, sottolineando la necessità di supportarla con piani, investimenti e utilizzi consoni e adeguati, nell’ottica di dare una risposta concreta e coerente alla crescente emergenza sociale, soprattutto in merito al tema dell’accesso alla casa e delle difficoltà vissute da molti nuclei familiari, anche giovani ed in relazione alla crisi abitativa per gli studenti universitari della nostra città». 

Ilaria Salis

Prosegue la mozione: «Nelle ultime settimane il dibattito pubblico e politico del nostro Paese è stato interessato dalle dichiarazioni dell’onorevole Ilaria Salis, già rea di occupazioni abusive delle case popolari e da poco eletta rappresentate italiana al Parlamento Europeo nelle file della lista “Alleanza Verdi-Sinistra Italiana”, la quale ha diffuso attraverso i suoi canali social le seguenti affermazioni: “Chi entra in una casa disabitata prende senza togliere a nessuno, se non al degrado, al racket o ai palazzinari. Affermare il contrario, è bassa retorica politica volta a mettere gli uni contro gli altri"; “Essere occupante è uno stigma sociale, vuol dire essere trattati come criminali per aver cercato di vivere in modo dignitoso. Mettetevelo in testa"; “I movimenti di lotta per la casa rappresentano un baluardo di resistenza contro la barbarie della nostra società, ed è da qui che dobbiamo ripartire” (affermando con orgoglio di essere stata lei la prima militante dei movimenti di lotta per la casa); “Il concetto di legalità, nella sua versione più rozza e strumentale, diventa spesso il buco nero dove collassano i discorsi pubblici sulle grandi questioni sociali che riguardano le classi popolari e i giovani, come l’emergenza casa. D’altro canto, si sente parlare molto poco di legittimità. La legittimità riguarda la giustificazione etica, morale e politica dell'azione. Il movimento di lotta per la casa ha sempre agito con la forza della legittimità data dal semplice principio che tutte e tutti dobbiamo avere un tetto sulla testa"; "Vivere in una casa occupata non è da furbetti, è logorante e uno stigma sociale. Piaccia o meno, c'è chi continuerà a lottare in nome di tale principio, richiamandosi alle lotte del passato ed entrando in contatto con quelle del futuro"; “Le pratiche collettive dell'occupazione di case sfitte, il blocco degli sfratti, la resistenza agli sgomberi" sono "un'alternativa reale ed immediata all'isolamento sociale e alla guerra tra poveri", ritenendo il recupero crediti di Aler “una mera strategia utilizzata sistematicamente per spaventare gli occupanti e tentare di fare cassa". Tali dichiarazioni non sono state smentite dai portavoce del partito “Alleanza Verdi-Sinistra Italiana”, ma piuttosto rilanciate dalle parole stesse del leader di Sinistra Italiana Nicola Fratoianni che ha affermato di “ritrovarsi nelle battaglie per questo diritto, anche nelle occupazioni, le quali andrebbero trattate in altro modo e non come reato perché superiori ad ogni altra speculazione». 

L'attacco

A questo punto parte l'attacco: «L’eurodeputata Ilaria Salis ad oggi risulta debitrice morosa per circa 90.000 euro nei confronti dell’Aler della Regione Lombardia, ente regionale a cui è demandata la gestione del patrimonio residenziale pubblico e che, in risposta alle dichiarazioni della Salis, in queste ore ha dato mandato agli avvocati di valutare se il tenore delle suggestioni personali dell’interessata diffuse dai media possano integrare profili lesivi o diffamatori della propria immagine e reputazione, “in quanto il contrasto all’abusivismo è preciso compito istituzionale”. In virtù della delicatezza dell’emergenza sociale che oggi investe il Paese dal punto di vista dell’accesso alla casa ed in particolare dell’accesso alle case popolari, Ilaria Salis, in qualità di Eurodeputata e di esponente di spicco di un partito che alle ultime elezioni europee si è attestato al 6,7 % dei votanti e che ad oggi risulta essere rappresentato in Parlamento, nei Consigli Regionali e nei Consigli Comunali di tutta la Penisola, ha rilasciato dichiarazioni che possono essere considerate con ogni evidenza gravi e pericolose per il tipo di messaggio culturale diffuso, in aperto contrasto con il principio di tutela della legalità e del diritto alla casa per le fasce più deboli della popolazione». 

La richiesta

Da qui la richiesta, esplicitata da Elena Cappellini: «Di fronte a questo dibattito surreale che investe una tematica seria sentita anche a Padova, chiediamo che il sindaco Sergio Giordani si distingua da una parte della sua maggioranza, prendendo chiaramente le distanze dal messaggio politico sostenuto dalla coalizione di estrema sinistra e dimostrandosi un sindaco che difende il principio di legalità e non l’illegittimità delle occupazioni abusive delle case popolari. Una necessaria presa di posizione da parte del sindaco e una doverosa esigenza di chiarezza che andrebbe a beneficio anzitutto di quelle famiglie padovane che hanno partecipato regolarmente ai bandi per gli alloggi popolari e che sono i primi che potrebbero essere vittime incolpevoli delle occupazioni selvagge che tanto piacciono ai militanti della Sinistra Italiana».

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