Municipi senza frontiere, dopo l'Iraq la Libia. L'ass. Benciolini: «Supportiamo territori in difficoltà»

«Mettere attorno a un tavolo 23 municipi libici diversi assieme a tante amministrazioni italiane è una occasione da cogliere. Supportare questi territori in difficoltà può essere anche la via per cercare soluzioni»

Dopo il Kurdistan iracheno e siriano, la Libia. Anche quest’anno il comune di Padova è parte attiva del progetto Municipi senza Frontiere, l’iniziativa di Anci che si pone l’obiettivo di accrescere la capacità di gestione delle municipalità nel mondo, promuovendo piccole azioni di aiuto e sostegno reciproco da parte dei Comuni grazie alla collaborazione e lo scambio internazionale.

Enti locali

«L’idea - spiega l’assessora alla Cooperazione Internazionale, Pace e Diritti Umani Francesca Benciolini - è che gli enti locali che sono l’espressione di chi vive il territorio si interfaccino scambiandosi esperienze e conoscenze. Per questo si lavora per metterli in relazione e attivare una partnership tra municipi di diversi Paesi con l’obiettivo di farli crescere tutti. Promuoviamo l’idea che quando i municipi dialogano tra loro possono nascere dei percorsi virtuosi. Dalla gestione del bilancio alle attività sociali fino allo smaltimento dei rifiuti, scambi di conoscenze su quelle che sono le buone pratiche di amministrazione locale. Scambiarsi informazioni è un modo per far crescere i municipi nel mondo, questo è il principio cardine che segue anche le indicazioni dell’Onu».

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Non è la prima volta che il comune di Padova partecipa a questa iniziativa di Anci: «Abbiamo già partecipato a un altro progetto di Municipi senza Frontiere, l’anno scorso. Il nostro contributo è stato quello di andare nel Kurdistan iracheno, dove un tecnico del comune ha tenuto delle lezioni sulla gestione del bilancio comunale».

Libia

Se il nord dell’Iraq e quello della Siria sono territori problematici, spossati da anni di guerra e atrocità, forse oggi la Libia si trova in situazione anche peggiore. «Il progetto vede coinvolte oltre a una serie di amministrazioni italiane, ben ventitré enti locali di un territorio molto complesso come la Libia, dove dal 2011 si vota ma che si trovano in un territorio di fatto diviso in diverse fazioni. Ci siamo pure interrogati sull’opportunità di agire in queste condizioni, abbiamo concluso che seppure in sicurezza, gli incontri avverranno in Tunisia, è fondamentale proprio dare una mano a chi è più in difficoltà e un supporto lo chiede». 

23 municipi libici

«La proposta - prosegue l’assessora alla Cooperazione Internazionale, Pace e Diritti Umani Francesca Benciolini -  di Municipi senza Frontiere è davvero una bella sfida. Facciamo fatica a pensare alle persone che vivono la loro quotidianità in Libia, mentre invece la vita avanti anche lì. Mettere attorno a un tavolo 23 municipi libici diversi assieme a tante amministrazioni italiane è una occasione da cogliere. Nello specifico questo progetto prevede delle lezioni registrate sul tema della gestione del bilancio comunale e poi delle giornate d’incontro, probabilmente in Tunisia».

Benefici

«L’opportunità - conclude l’assessora - che ci da questo progetto è mettere in connessione comunità locali e creare ponti verso territori difficili nei confronti dei quali è importante mantenere un dialogo e un filo diretto. La situazione della Libia, tra conflitti interni e non solo lo ha reso un luogo dove vengono calpestati i diritti umani. Supportare questi territori in difficoltà può essere anche la via per cercare soluzioni per risolvere situazioni , in particolare la questione che riguardi i migranti che in Libia arrivano si fermano e ripartono esposti a condizioni disumane che vanno contro qualsiasi principio di umanità. Stare a fianco di amministrazioni ostaggio di criticità di questo tipo può aiutare a far crescere quel tessuto sociale che ha come prospettiva un beneficio per tutti e tutte».

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